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L’ultima suggestione finanziaria. Passeggeri a dieta forzata per far guadagnare di più le compagnie aeree

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Petrolio che sale e regole ambientali che stringono. Tale è la voglia di ridurre consumi ed emissioni (e guadagnare di più) per le compagnie aeree che ormai si fanno anche i calcoli più fantasiosi. Tra questi anche quello sui benefici economici che apporterebbe ai vettori la diffusione dei nuovi ritrovati farmacologici per la perdita di peso, come Ozempic (per il trattamento di obesità e diabete) e altri medicinali simili. In un rapporto redatto da analisti finanziari si stima ad esempio che la statunitense United Airlines risparmierebbe 80 milioni di dollari all’anno se il peso medio dei passeggeri diminuisse di 10 libbre (4,5 kg). Naturalmente più un aereo pesa più consuma e più Co2 emette. Mezza tonnellata per un centinaio di passeggeri è qualcosa che inizia a farsi sentire se si pensa che nel corso degli anni le compagnie hanno cercato di ridurre il peso eliminando le riviste e sostituendo piatti, utensili e carrelli per bevande con analoghi di peso inferiore.

Negli ultimi tre mesi, ricorda l’agenzia Bloomberg citando lo studio, i prezzi del carburante per aerei sono aumentati del 39%, ovvero 89 centesimi al gallone raggiungendo i 3,19 dollari. Secondo stime del Bureau of Transportation Statistics and Airlines for America, ogni aumento di 10 centesimi per gallone di carburante per aerei costa alle compagnie aeree 2 miliardi di dollari all’anno. Se il passeggero medio perdesse 4 kilogrammi ogni volo costerebbe quasi 1.800 dollari in meno e la compagnia risparmierebbe di 27,6 milioni di galloni all’anno per un costo, appunto, di 80 milioni. A beneficiarne non sarebbero però naturalmente i passeggeri messi a dieta forzata ma gli azionisti della compagina che vedrebbero gli utili salire del 2%. Secondo gli analisti calcoli simili sono replicabili senza grandi variazioni per tutte le compagnie.

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