Il nome della principale città rivale di Roma per l’Expo 2030 sulla maglia del club giallorosso. Il caso non è passato inosservato perché il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e l’amministrazione stanno cercando di assicurarsi la nomina per l’esposizione internazionale che sarà decisa nei prossimi mesi. Ecco quindi che l’ufficializzazione dell’accordo tra As Roma e Ryiad Season per una sponsorizzazione biennale da 25 milioni di euro è stata accolta dal primo cittadino con sgomento e dispiacere. “Non sarà certo una maglia a influenzare il voto degli ambasciatori di 180 paesi aderenti al Bureau International des Expositions. Ma il fatto che il nome della principale rivale della Capitale per la sfida di Expo apparirà sulle magliette di una delle due squadre di Roma non può far piacere” ha detto il primo cittadino.

Con un’iniezione di capitale di cui la squadra dei Friedkin aveva sicuramente bisogno per rendere più sostenibile la gestione del club, il Ryiad Season, festival di intrattenimento evento invernale di cinque mesi che richiama circa 10 milioni di persone, si è assicurato l’ennesima espansione dell’influenza saudita sul territorio italiano. Il Paese arabo non solo si contende la selezione per l’esposizione internazionale, ma nel 2022 ha investito 11,5 miliardi di euro in Italia. Un atteggiamento che molti leggono come un tentativo di ammorbidire le critiche internazionali sulle violazioni ai diritti umani in corso nel Paese.

Che la competizione tra Roma e Ryiad passi per il club giallorosso è tuttavia quello che ha lasciato “sorpreso” il sindaco Gualtieri. Dell’accordo tra l’altro Gualtieri sarebbe stato informato a conti già fatti, dopo il rito delle firme nella sede della Roma a Trigoria e uno shooting con tutti i crismi con strette di mano con il tecnico della squadra, José Mourinho e i suoi giocatori di punta Paulo Dybala, Romelu Lukaku e Lorenzo Pellegrini.

Anche a fronte dello “smacco” in Campidoglio la mossa di soft power del principe saudita Mohammed bin Salman è stata interpretata come un segnale che l’Arabia Saudita “teme la nostra candidatura”. Non solo. “Questo ci fa capire quale sia il livello di risorse che hanno deciso di investire”, ha sottolineato Gualtieri, facendo anche riferimento al nuovo contratto dell’ ex ct della Nazionale, Roberto Mancini, che è passato alla federazione calcistica saudita per 90 milioni. “Noi consideriamo ancora aperta la sfida”, ha concluso Gualtieri. Il prossimo 10 ottobre ci sarà l’ultima riunione del Bie di Parigi, prima del voto finale.

La vicenda ha tuttavia stimolato la critica da parte dell’ex sindaca di Roma, Virginia Raggi, che non ha mancato di sottolineare che l’inattività di Gualtieri rischia di mettere in discussione la candidatura ottenuta dalla sua amministrazione. La consigliera del Movimento 5 Stelle, presidente della commissione speciale Expo 2030, ha così commentato: “Una volta tanto provi a fare il sindaco e si faccia sentire, perché una delle due squadre della città ha chiuso un accordo con l’ente per il turismo di una città competitor per l’aggiudicazione di Expo 2030, candidatura per la quale ho lavorato da sindaca e continuo a lavorare in commissione”. Raggi ha poi sottolineato che nonostante la scelta della società sportiva non voglia “danneggiare la candidatura” in molti l’hanno comunque trovata “inopportuna“, aggiungendo in conclusione un messaggio rivolto alla squadra dei Friedkin: “Sarebbe bello se la As Roma mettesse sulle proprie magliette il logo di Roma Expo2030 per dare un segnale di sostegno alla nostra candidatura. Potrebbe farlo anche la Lazio. Tutti i romani ne sarebbero orgogliosi”.

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