Il trimestre anti-inflazionel’accordo tra governo, produttori e distributori che dal primo ottobre prevede sconti sui prezzi di alcuni prodotti – non ha generato i risparmi sperati. A rivelarlo è un’indagine di Altroconsumo, secondo la quale “i prezzi dei prodotti nel carrello tricolore, quasi sempre della marca del distributore, sono effettivamente diminuiti rispetto a maggio e giugno di quest’anno, però nel 78% dei casi non risultano i più economici sullo scaffale”.

Nel corso di un mese e mezzo dall’avvio della misura il numero delle altre classiche offerte della grande distribuzione si è ridotto del 36% in media, arrivando a vanificare in parte la misura e riducendo così le occasioni di risparmio per i consumatori. Il numero di prodotti in promozione a ottobre rispetto a maggio/giugno è infatti in totale aumentato solo dell’11%: è passato da 1.860 a 2.069, cioè solo 209 prodotti in più, benché i prodotti contrassegnati dal carrello tricolore fossero ben 666. Proprio perché tutte le altre promozioni – con la comparsa del carrello tricolore – sono diminuite molto di numero.

Altroconsumo ha analizzato i prezzi di 125 categorie di prodotto in 15 punti vendita di 8 catene tra Roma e Milano, “verificando quali sono stati inseriti nel carrello e quale sia l’andamento dei prezzi rispetto al passato e rispetto alla media degli altri prodotti della categoria, non coinvolti dall’iniziativa”. È così emerso che solo 24 categorie di prodotto beneficiano degli sconti del carrello e che “mancano alimenti importanti come olio, acqua minerale in bottiglia e tutto il fresco (verdura, carne, pesce freschi)”. Le catene a cui appartengono i 15 punti vendita visitati dall’organizzazione sono Conad, Eurospin, Esselunga, Il Gigante, Lidl, Panorama, Penny Market e Supercoop/Ipercoop.

A ottobre l’inflazione in Italia è calata, ma per effetto dell’andamento dei costi energetici e non di quelli dei beni alimentari: il trimestre anti inflazione per il momento è stato un fiasco, come ha rilevato anche l’Unione nazionale consumatori.

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