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Alfonso Signorini: “Il primo uomo? A Cuba, poi ho conosciuto Paolo su una chat di Tiscali. Il mio nickname era ‘Perlage'”

Signorini si racconta a cuore aperto al Corriere della Sera: rivela di aver dato il primo bacio alla zia 31enne di un suo allievo, scoprendo la vera attrazione fisica

Intervistato dal Corriere della Sera, Alfonso Signorini ha ripercorso la sua vita, specialmente a livello amoroso. Dal primo grande amore verso una donna, ad un possibile matrimonio con il compagno Paolo Galimberti. “Il primo bacio vero l’ho dato a 23 anni, a una ragazza“, ha detto. Alfonso si racconta come un ragazzo che aveva interessi diversi dagli altri; non amava il calcio, non fumava e non aveva il motorino, ma era dotato di un’intelligenza che gli ha permesso di “fregare tutti” durante i compiti in classe. Alle medie, invece, sono arrivati i primi rudimenti amorosi: “Ero un nerd sfigatissimo. A 13 anni vidi Gilda con Rita Hayworth. Ed ho provato il primo impulso sessuale […]”, ha spiegato.

Tornando al primo bacio, Signorini racconta di averlo dato alla zia – 31enne – di un suo allievo “e ho scoperto l’attrazione fisica, quella vera“. I due dovevano sposarsi ma il tradimento della donna bloccò tutto. Dopo la prima delusione amorosa, il conduttore televisivo ha conosciuto un’altra ragazza: “Quando avevo ormai deciso di chiudere per sempre quella porta, su un pullman per Moena incontrai Laura, ragazza stupenda, romana, diretta al mio stesso albergo. Fu amore. E con lei ho passato sette anni da dio. Ero innamorato pazzo. Intelligente, mi ha dato parecchio filo da torcere. Ogni weekend venivo a Roma in treno, con la gabbietta del gatto”, ha dichiarato.

Sentimento che si è esaurito anche per colpa di un altro tradimento che il 59enne ha subito. “Ci ho sofferto, ero preso anima e corpo. E forse anche per ripicca ho fatto il salto della quaglia, tra mille turbamenti. Avevo trent’anni e passa, non ero mai stato con un uomo, pur convivendo con certi pensieri. Mi sono detto: ‘Se sono stato un fallimento come fidanzato è perché non ho voluto ascoltare quella voce dentro di me‘. Però non sapevo come assecondarla, non ero pratico”. Finché le cose non sono cambiate quando ha scoperto Cuba: “Lì andavi a colpo sicuro. Avevo la tessera della Lauda Airways, partivo 2 o 3 volte al mese. Il mio primo uomo fu Ulisse, durò un anno”.

Dalle delusioni, il giornalista si è risollevato provando a frequentare personaggi dello stesso sesso e, nonostante qualche incontro ‘poco entusiasmante’, è finalmente riuscito a trovare l’amore, Paolo, conosciuto “su una chat di Tiscali”. “Il mio nickname – racconta ancora Alfonso Signorini al Corriere – era Perlage, il suo Traveller68. Mi contattò lui. Era il 2002, lavoravo con Chiambretti. Mi disse: “Ora sono in barca”. E io sfacciato: “Ma è tua?”. Sa, avevo certe aspirazioni.“E che auto hai?”.“Una Aston Martin”. “Ah”. Pensai mi prendesse in giro. “Rientro stasera, se ti va ci vediamo più tardi”, propose. Non potevo, ero ospite al Maurizio Costanzo Show. “Se ti va guardami in tv”. Portavo una giacca rosa, dissi una serie di scemenze. E lui sparì. Mi bloccò pure sul cellulare. Una settimana dopo sirifece vivo. “Scusami, sono stato maleducato, però mi hai un po’ scioccato, troppo esuberante. Eppure vorrei conoscerti”. Ci siamo visti e da allora non ci siamo mai più lasciati”.

Dopo un breve ‘tira e molla’ nella coppia, il rapporto è tornato quello che li ha sempre contraddistinti ed ora potrebbe anche arrivare il matrimonio tra i due: “Io ero contrario: ‘Non capisco perché noi omosessuali dobbiamo prendere il peggio degli etero’. Ora sono più possibilista. Se me lo proponesse lo prenderei seriamente in considerazione”, ha concluso.