Proteste di piazza, lettere e appelli arrivati dal mondo della cultura e da quello della ricerca, tensioni interne alla Svp. L’Alto Adige è in subbuglio da quando la Südtiroler Volkspartei ha annunciato la decisione di formare la giunta provinciale insieme alle destre italiane e tedesche: da un lato Fratelli d’Italia e Lega, dall’altro gli indipendentisti dei Freiheitlichen. Una sorta di laboratorio del sovranismo europeo sotto il cappello del partito popolare sudtirolese, che ha scelto il “matrimonio di convenienza” con FdI e il governo di Giorgia Meloni. Uno scenario considerato inaccettabile almeno da una parte della società civile della Provincia di Bolzano. Che ha iniziato a farsi sentire. Nel capoluogo per due giovedì consecutivi è andata in scena la manifestazione di protesta organizzata dal gruppo di cittadini “No Excuses”, mentre dopo la lettera di 200 artisti ed esponenti della cultura, è arrivato anche l’appello di oltre 100 rappresentanti del mondo accademico.

Gli scienziati – l’appello è stato chiuso sabato 16 dicembre – si rivolgono direttamente al presidente della Provincia, Arno Kompatscher, chiedendo di riconsiderare le sue intenzioni. D’altronde, dal voto provinciale dello scorso 22 ottobre non è emersa una chiara indicazione verso destra e lo stesso Kompatscher ha ammesso che sarebbero state possibili coalizioni alternative, dialogando con i partiti di centrosinistra. Ma hanno prevalso gli interessi delle lobby di agricoltori e industriali, in una logica di favoritismi tra Roma e Bolzano. “Lo scambio tra la partecipazione al governo provinciale ed alcune norme di autonomia non fermerà l’imminente catastrofe climatica e la distruzione dell’ecosistema, ma dividerà ulteriormente la nostra società e indebolirà la nostra democrazia“, si legge nell’appello firmato da professori e ricercatori che si definiscono “Scientists for future“.

“Tutti noi abbiamo una comune responsabilità per il nostro territorio, per la tutela di tutte le minoranze, per la convivenza pacifica e costruttiva tra i gruppi linguistici e per il rispetto della dignità umana“, si legge in un altro passaggio del documento. Tra i primi firmatari ci sono il climatologo Georg Kaser e il politologo Günther Pallaver, accademico che ha dedicato i suoi studi ai sistemi politici e alla Heimatkunde (la storia dell’Alto Adige/Südtirol). Pallaver ha espresso critiche durissime alla scelta della Svp, tanto da scomodare la reazione del presidente Kompatscher e dell’obmann Philipp Achammer. “Chi legittima partiti nazionalisti e antieuropei, chi fa un patto con loro, distrugge il desiderio di libertà, uguaglianza e dignità umana”, ha accusato Pallaver.

C’era anche il politologo tra le centinaia di persone che giovedì 14 dicembre sono scese in piazza a Bolzano, marciando con le candele da piazza Magnago fino alla sede della Svp in via Brennero. Una manifestazione quasi inedita nella solitamente placida Alto Adige, che ha replicato quanto avvenuto il giovedì precedente, quando c’era stata la prima fiaccolata contro una giunta “di fascisti, omofobi e razzisti”. E non c’è solo il movimento nato sotto la sigla “No Excuses”. Protestano anche diverse associazioni ambientaliste, da Dachverband a Heimatpflege Verband e Climate Action. Il pressing comincia a innervosire Fratelli d’Italia, con il deputato Alessandro Urzì che ha parlato di “caccia alle streghe” e ha replicato così all’appello del mondo accademico: “Triste il mancato rispetto della democrazia da parte di quelli che si definiscono uomini di scienza”.

Prima degli uomini di scienza era arrivato anche il mondo della cultura. Una lettera rivolta sempre al duo Kompatscher-Achammer che definisce la scelta di allearsi con le destre “in contraddizione con una società aperta, solidale, sostenibile, diversificata, fiduciosa, che protegga i nostri principi di base”. “Crediamo che sia importante far sentire la nostra la voce per denunciare ogni forma di estremismo, radicalizzazione e oltranzismo politico“, si legge nel documento sottoscritto da 200 tra artisti e professionisti della cultura. Tutte proteste che finora non hanno scalfito i vertici della Svp. Qualcosa però comincia a scricchiolare, dopo l’addio al partito dell’ex sindaco di Bressanone ed ex capo dell’ala sociale Svp, Albert Pürgstaller. Anche Andreas Unterkircher, membro del comitato sociale, ha annunciato che non rinnoverà la tessera. Mentre hanno manifestato apertamente i loro malumori gli ex obmann Siegfried Brugger e Richard Theiner. Non basterà però per annullare le nozze di convenienza tra Svp e FdI.

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