Calcio

Domeniche Bestiali – “Con il karate a tacchetti tentava di colpire gli avversari”: il geniale referto che inventa una nuova disciplina

Nuovo anno, nuove speranze di domeniche bestiali: se il futuro in generale appare fosco, però, quello delle domeniche pallonare di mazzate e maleducazione appare al sicuro grazie alla più grande risorsa che abbiamo, ovvero le nuove generazioni. Nuove generazioni che sentono i derby molto di più rispetto ai grandi tutti cuffie e social, evidentemente, magari virando sulle arti marziali. Giovani che “firmano” pagine bestiali, ma anche dirigenti che oppongono a vario livello il loro rifiuto a firmarle: l’importante è comprendere il contesto in cui ci si trova.

SPERANZA NEL FUTURO
Torneo di ragazzini dodicenni a Gran Canaria durante le vacanze natalizie. Opposti ci sono i bimbi del Real Madrid e quelli dell’Atletico Madrid: la gara non comincia neppure, già ai saluti iniziali un ragazzino dei blancos dà un cinque troppo spinto al rivale capitano colchoneros, che di tutta risposta lo schiaffeggia, suscitando l’indignazione pure del telecronista. “Un derby è un derby, ma certi gesti non dovrebbero mai vedersi”…dice lui…

CALCIO
Sì, qualora ci fosse qualche dubbio si parla di calcio riportando la squalifica per quattro gare rimediata da Leonardo Santi del Superga 48, Prima Categoria Umbria, perché: “Per aver colpito con un calcio un calciatore della squadra avversaria ed avergli successivamente calciato addosso il pallone mentre si trovava a terra”…probabilmente il referto, non riportato dal giudice sportivo, continuava così “per una carenza di calcio che impediva la calcificazione ossea. Si consiglia benedizione nella Certosa di Calci”.

KARATE A TACCHETTI
Fin qui prodezze lessicali e la meglio gioventù dunque…ma si possono anche unire le due cose creando effetti meravigliosi. Esempio? Il Karate a tacchetti da titoletto non è una nostra invenzione, ma tutta farina del lavoro di arbitro e giudice sportivo che si sono trovati a dirigere e poi giudicare la gara di Juniores regionale Campania Us Poseidon 1958 – Atletico San Gregorio. Ecco cosa ne viene fuori: “Durante un calcio di punizione, un calciatore dell’Atletico San Gregorio si posizionava per due davanti al pallone nonostante fosse stato richiamato, per impedire all’avversario della società Us Poseidon 1958, di riprendere il gioco, quest’ultimo spintonava l’avversario per giocare il pallone, in tale occasione si accendeva una rissa che coinvolgeva tutti i calciatori presenti sul TDG. Il DDG riusciva ad individuare, tra i più violenti il sopracitato che con colpi di karate a tacchetti tentava di colpire al volto gli avversari; mentre l’altro partecipava alla rissa colpendo con dei pugni al volto gli avversari provocando fuoriuscita di sangue al diretto avversario il DDG riconosceva nella rissa anche i portieri di entrambe le società che si sferravano vari pugni al volto”.

OBBLIGO DI FIRMA
E il referto arbitrale, si sa, è un po’ un Codice da Vinci delle Domeniche Bestiali: un Santo Graal che si può trasformare anche in amaro calice da rifiutare a tutti i costi o magari da “addolcire” con un poco di zucchero. E così si ottengono effetti differenti, la rabbia, come per Palatucci, dirigente del Montella Academy, squalificato per due mesi perché “A fine gara, entrava nello spogliatoio del ddg per chiedere di non riportare sul referto l’espulsione del proprio calciatore Perrotta Francesco. Al rifiuto dell’arbitro, invitato ad uscire dallo spogliatoio reagiva colpendo con calci e pugni la porta. Successivamente ingiuriava e minacciava gravemente l’arbitro dal quale era stato convocato per controfirmare il rapportino di fine gara”. Oppure il rifiuto, come per Morandini della Reanese, Seconda Categoria Friuli, squalificato fino al 30 gennaio: “Perché, a gara terminata, per protestare nei confronti del direttore di gara, cancellava la sottoscrizione apposta sul rapportino di fine gara e rifiutava di firmare le ulteriori copie”. Suggerimento per quando la banca modifica le condizioni del mutuo o cose simili.