“Praticamente perfetta sotto ogni aspetto!”. È così che si definisce Mary Poppins, ed è così che noi genitori vediamo (o vorremmo vedere) i nostri figli, ma come ogni essere umano, inclusi il padre e la madre che li hanno messi al mondo, i figli non sono perfetti, anzi sono meravigliosamente imperfetti.

Da qualche mese è nei negozi un bellissimo libro scritto da Monica Setta, giornalista, conduttrice televisiva e mamma di Gaia che ha dato alle stampe Figli Imperfetti. La forza e la fragilità della generazione Z (Cairo Editore, 176 pagine, prezzo consigliato 16 euro e disponibile anche in ebook). Pagina dopo pagina la Setta racconta i suoi incontri con figli che agli occhi degli altri sembrerebbero sbagliati, difettosi, tutt’altro che perfetti. E dopo i racconti dei figli si prende la briga di sentire anche i loro genitori o i parenti che a quei ragazzi hanno fatto da madre o da padre. Parla dei ragazzi, ma anche delle famiglie (e anche loro sono imperfette, facciamocene una ragione).

Leggendo si scopre la storia di Nadir (che alcuni giorni vuole essere chiamato Nadira, perché in quei momenti si identifica più nel genere femminile che in quello maschile), di Andreina, Filippo, Simona e molti altri. C’è chi combatte con i propri disturbi alimentari, chi subisce (o perpetra) atti di bullismo, chi nonostante non ne abbia alcun bisogno economico si prostituisce, ancora minorenne, per ragioni non del tutto chiare nemmeno a se stessa, chi ha lasciato un percorso segnato verso il successo e la felicità per avviarsi su un altro caratterizzato dalla tossicodipendenza e via così.

Il pregio principale di Figli Imperfetti. La forza e la fragilità della generazione Z è mettere nero su bianco come i racconti che si susseguono pagina dopo pagina non siano legati ad alcun cliché. Non si può trovare un minimo comun denominatore che ci consenta di dire che succede solo nelle famiglie con difficoltà economiche (o in quelle che navigano nell’oro), che se ci sono due genitori che si amano e amano il proprio figlio o figlia non può accadere, che i figli imperfetti sono solo quelli che vanno male a scuola o chissà che altro. Quello che alla fine del libro, ai miei occhi di padre, è risultato chiaro ed evidente è che può accadere in qualunque momento, a chiunque e dovunque.

Il trucco, forse, è quello di tenere sempre aperta la porta del rapporto fra noi ed i nostri figli, anche quando sarebbe più comodo chiuderla per non guardare ciò che i nostri occhi non vogliono vedere. Mentre leggevo, ho pensato tanto se avevo sempre mantenuto aperto l’uscio che divide me da Marco e da Giovanni. Non so se lo ho fatto. Di sicuro ci ho provato con tutta la forza che avevo e continuerò a farlo per evitare che la porta della loro camera si chiuda a doppia mandata lasciando me fuori e lontano.
Mary Poppins è volata via col suo ombrello col becco. Nel mondo reale siamo rimasti noi, genitori e figli, per fortuna imperfetti.

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