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“Fino ai 30 anni ho vissuto una vita eterosessuale, poi ho capito che la cioccolata non mi piaceva più… L’età? Lavorando non ci si pensa”: le parole di Leo Gullotta

L'attore e doppiatore si è raccontato in una lunga intervista al Corriere della Sera

di F. Q.

La pugnalata peggiore, racconta, l’ha ricevuta “quando in un Paese democratico come l’Italia mi sono sentito dire: no guarda, tu non lavori con noi perché sei omosessuale. Quell’episodio mi fece molto male. Durò un pomeriggio, cominciai a protestare, ad alzare il ditino: era sbagliato, volevo che me lo dicesse in faccia chi lo aveva deciso. Ma la mia domanda veniva sempre elusa: la colpa era sempre di qualcun altro. I diritti sono arrivati, ma moltissimo si deve ancora fare, non solo per gli omosessuali”.

Parole di Leo Gullotta che al Corriere della Sera ha rilasciato una lunga intervista firmata da Renato Franco. Gullotta si riferisce alla fiction della Rai su padre Pino Puglisi, anno 2012: “In quel momento Puglisi era in odore di beatificazione e un funzionario Rai ebbe paura che lo mandassero via perché un personaggio del genere non poteva essere interpretato secondo lui da un omosessuale. Alla Chiesa però non interessa assolutamente nulla di tutto questo, ho fatto tanti personaggi in abito talare e la Chiesa non mi ha mai detto nulla”.

Da Tornatore a Pingitore, protagonista del piccolo e del grande schermo, Gullotta prosegue raccontanto di quando nel 1995 dichiarò la sua omosessualità: “Ero alla conferenza stampa di presentazione del film di Christian De Sica “Uomini, uomini, uomini”, storia di quattro omosessuali borghesi. A un certo punto un giornalista mi chiese se ero omosessuale. Risposi: Sì. Perché? Mi dica. Rimase zitto. Ma tutto questo fece molto scalpore. Oggi abbiamo fatto qualche passo avanti per fortuna“. Poi spiega: “Fino ai 30 anni ho vissuto una vita eterosessuale, poi ho capito che la cioccolata non mi piaceva più: desideravo la crema, e così ho fatto”. 78 anni, ora è a teatro con “In ogni vita la pioggia deve cadere” assieme al marito Fabio Grossi e al tempo che passa non pensa poi tanto: “Lavorando sempre non ci si pensa. Se la salute traccheggia o dà problemi, allora ti fermi a pensare e a riflettere, sprofondi nei ricordi. Ora me ne mancano due agli 80 e mi reputo un fortunato dalla vita”.

“Fino ai 30 anni ho vissuto una vita eterosessuale, poi ho capito che la cioccolata non mi piaceva più… L’età? Lavorando non ci si pensa”: le parole di Leo Gullotta
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