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Ultimo aggiornamento: 12:41 del 16 Febbraio 2024

Crollo di Firenze, il sindacalista Cgil: “Non è sfortuna, ci sono responsabilità. Operai assunti come metalmeccanici per risparmiare”

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“Questi lavoratori sono ectoplasmi, non esistono. Non hanno diritti. Dobbiamo ribadire che non sono morti perché sono stati sfortunati. La responsabilità è delle imprese”. Così Daniele Calosi, segretario generale Fiom Cgil Firenze Prato Pistoia, fuori dal cantiere di via Mariti a Firenze, dove questa mattina è avvenuto l’ennesimo incidente mortale sul lavoro. Almeno due operai sono morti, tre risultano dispersi e tre sono estratti vivi, ma in gravissime condizioni, dalle macerie. Ancora da chiarire la dinamica: gli operai stavano lavorando alla costruzione di un nuovo supermercato Esselunga quando una trave di cemento lunga 20 metri che reggeva un solaio si è spezzata ed è crollata sui di loro. Cgil, Cisl, Uil Toscana hanno indetto uno sciopero generale regionale nelle ultime due ore di turno.

Secondo quanto dichiarato dalle sigle sindacali presenti sul luogo dell’incidente, gli operai erano inquadrati come lavoratori metalmeccanici, nonostante lavorassero in un cantiere edile, senza la dovuta formazione e senza l’adeguato compenso economico previsto.

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