Salute

Smog e inquinamento, come comportarsi e cosa evitare per proteggere la salute nei giorni di allerta

Prosegue l’allarme smog a Milano e in tutta la Pianura Padana e a farne le spese, oltre all’ambiente, è anche la salute dei cittadini. Gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulle malattie delle vie aeree e dei polmoni, infatti, sono ben documentati, come riportato ad esempio dalla World Allergy Organization, e di conseguenza è importante capire come muoversi per tutelare la salute e ridurre al minimo i rischi del ristagno di inquinanti nell’aria. Anche secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) gli effetti sulla salute causati dai cambiamenti climatici, in particolare quelli dovuti al progressivo riscaldamento del pianeta, saranno tra i più rilevanti problemi sanitari da affrontare nei prossimi decenni. Vediamo come tutelarsi nei giorni di allerta, cioè quelli in cui il livello di Pm10 e di Pm2,50 nell’aria superano la media giornaliera stabilita dalla legge (50 µg/mc, da non superare più di 35 volte in un anno).

Sport all’aria aperta? – La concentrazione di sostanze inquinanti nell’atmosfera tende ad aumentare nel corso della giornata, quindi è meglio fare esercizio all’aperto al mattino presto. In ogni caso è meglio minimizzare l’esposizione, adeguando tempo e intensità dell’esercizio alla qualità dell’aria. Bisogna inoltre preferire solo le aree verdi della città e i punti lontani da strade e autostrade. Un’alternativa ulteriore, nei giorni più allarmanti, è quella di praticare sport al chiuso, in palestra o a casa, se si tratta di ambienti dotati di strumenti di ventilazione meccanica a doppio flusso oppure di purificatori d’aria. In ogni caso è meglio limitare le attività all’aperto, anche e soprattutto per i bambini, se la qualità dell’aria non è salubre.

Mascherine antismog – Le mascherine (ma attenzione, non tutte!) possono offrire un minimo di protezione, soprattutto per chi si muove in bicicletta o ha appena praticato sport intenso e di conseguenza incanalerebbe più aria inquinata. Le più utili sono le mascherine che riportano la sigla EN149. Queste mascherine possono montare tre tipi di filtri – indicati dalle sigle FFP1, FFP2 e FFP3 – che conferiscono una protezione crescente e sono le uniche a filtrare almeno parzialmente il particolato. Le mascherine semirigide di carta (quelle contro la comune polvere) e quelle chirurgiche, invece, non riparano dai PM10 e forniscono una protezione del tutto trascurabile al particolato di diametro maggiore. Sono quindi di fatto inutili.

Eliminare altri inquinanti domestici – Alle polveri sottili infiltrate all’interno delle case si somma la presenza di altri inquinanti dispersi in aria, come sigarette, detergenti chimici aggressivi, acari e fumi di cottura. Oltre eventualmente a investire in una tecnologia per la purificazione dell’aria indoor, si può cercare di ridurre al minimo la produzione e la conseguente inalazione di questi fattori inquinanti domestici. L’apertura delle finestre è tendenzialmente consigliata, ma in caso di particolare inquinamento esterno va limitata agli orari meno trafficati (ad esempio la fascia notturna). I termostati, inoltre, consentono di regolare la temperatura delle abitazioni a 19-20 gradi, sufficienti per garantire il completo benessere termico dell’organismo. Temperature troppo alte non sono invece raccomandabili. Inoltre, riducendo il consumo di energia, si contribuisce a migliorare la qualità dell’aria. È importante anche cambiare regolarmente i filtri del condizionatore e del purificatore d’aria.

Consultare le app di rilevazione – Essere per quanto possibile aggiornati sulla qualità dell’aria permette di regolare uscite e adattare le attività all’aperto, anche per tutelare la salute dei più piccoli a seconda dei picchi rilevati. Le principali sono IQAir, per iOS e Android, che oltre a mostrare i livelli di AQI riesce anche a dare consigli per prevenire patologie respiratorie; Air Metters su iPhone e Android, che indica il livello di inquinamento dell’aria e i dati sulle polveri sottili e sui pollini, con le conseguenze per i soggetti allergici; Plume Labs, che condivide mappe complete con i punti caldi dell’inquinamento. Obsairve.eu, invece, è il portale dell’Unione Europea specializzato nel monitoraggio dei livelli di inquinamento dell’aria e di emissioni di CO2.

Soggetti fragili – Per tutti coloro che già presentano allergie o patologie polmonari e respiratorie, le misure di cautela sono ancora più urgenti. Durante episodi di inquinamento superiori alle soglie di allerta stabilite, se si è vulnerabili è meglio evitare del tutto l’esercizio fisico o le attività che richiedono sforzo all’aria aperta, nonché cercare di ridurre il tempo trascorso fuori in generale.
In questi episodi si consiglia di ridurre la ventilazione nelle abitazioni, ed evitare il contatto diretto con agenti (polveri, pollini, animali, ecc.) che possono provocare allergie e aggravare i sintomi legati all’inquinamento atmosferico. Inoltre, chi soffre di una malattia respiratoria e nota un peggioramento (nell’intensità o nella durata) dei sintomi dovrebbe consultare il proprio medico curante.