Cronaca

Antonio Ponti, l’erede della famiglia che produce l’aceto è da dieci mesi ai domiciliari con l’accusa di spaccio

Viaggiava a bordo di una Dodge Challenger con i vetri oscurati e la targa lituana, quando gli agenti della Polizia, probabilmente insospettiti dal veicolo, l’hanno fermato per un controllo di routine. Alla guida dell’auto gli agenti hanno trovato Antonio Ponti, erede della dinastia Ponti, la nota azienda di aceto, in compagnia di tre pregiudicati per droga e furti e con addosso 17 grammi di Mdma e circa 9 grammi di cocaina. Dopo la perquisizione nel suo appartamento, il 52enne, residente a Milano, è stato arrestato in flagranza e si trova ai domiciliari per detenzione di droga ai fini di spaccio da ormai 10 mesi. La notizia è stata riportata venerdì 23 febbraio dal quotidiano La Stampa.

Il 27 marzo, a Milano, si terrà l’udienza preliminare per Ponti, che non ha mai lavorato nell’azienda di famiglia e nella vita fa il dj e ha fondato un locale sui Navigli. Ponti, che non ha mai lavorato nella società di famiglia, era stato fermato in via Leoncavallo, nella zona Nord di Milano, da una volante del commissariato di Lambrate. Dopo il fermo è stata fatta una perquisizione anche nella sua casa dove, in un cassetto, sono stati trovati ecstasy, ketamina, hashish, un bilancino di precisione, un coltello, carta stagnola e due banconote da 20 euro.

Arrestato, Ponti è stato portato inizialmente a San Vittore da dove poi ha ottenuto i domiciliari in una comunità nel Varesotto, presso cui ancora si trova. Lui, assistito dall’avvocato Salvatore Pino, ha detto di non aver mai spacciato sia nell’interrogatorio di convalida dell’arresto (confermato) sia davanti al Riesame, che ha comunque confermato l’arresto per via della “varietà” degli stupefacenti trovati in casa sua.