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Ghostlighting, la nuova frontiera della manipolazione: quattro consigli per non cascarci

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Lo do per assodato: tutti sappiamo cos’è il ghosting e qualcuno ci è pure incappato. Ma per eccesso di zelo, voglio ricordartelo: è quella “cosa” poco simpatica per cui, mentre stai frequentando una persona (e le cose potrebbero pure andare alla grande), sparisce, puff. Faccio un esempio. Magari stai preparando una cenetta romantica e ti accorgi che hai finito il sale. Allora gli mandi un messaggio per chiedergli di comprarlo ma, stranamente, non ti risponde. Dopo un’ora ancora niente. “Forse è in una riunione fiume” pensi. Allora ti armi di santa pazienza e vai tu al supermercato. Prepari la cena, apparecchi, accendi le candele e aspetti. Per sempre. Infatti, l’altra persona non ti risponderà mai più.

Mi rendo conto che può sembrare assurdo e in effetti lo è, ma fidati, è un fenomeno sempre più diffuso. E, tutto sommato, nemmeno il peggiore. Suo fratello maggiore, il gaslighting, infatti è molto più subdolo. Sono comportamenti ripetuti e psicologicamente manipolativi in ​​cui la vittima si trova, alla fine, a mettere in discussione la propria realtà, i sentimenti e, nel peggiore dei casi, la propria sanità mentale.

Tutto ciò avviene mentre il tuo carnefice ti dice quanto ti ama e che si prende cura di te.

Ma, siccome non c’è mai fine al peggio, c’è qualcosa ancora più terribile del ghosting e del gaslighting, anzi li racchiude tutti e due: sto parlando del temibile ghostlighting. Torniamo all’esempio di cui sopra: tu sei seduta ad aspettare, di fronte a te c’è il tavolo apparecchiato, hai passato ore ai fornelli a spignattare. L’altra persona non arriva. Gli mandi un messaggio e, invece di sparire, comincia a scrivere che è colpa tua. Non verrà alla cena e a nessun altro appuntamento perché “tu quella volta hai fatto quella cosa”. Oppure perché “tu non sei abbastanza attenta ai miei bisogni”. Insomma, come la giri e come la metti è solo colpa tua. Così non solo ti ritrovi a soffrire per la fine di una relazione ma, piuttosto che considerarlo uno stronzo (quale oggettivamente è), ti fustighi perché pensi sia colpa tua. Con tutte le ripercussioni del caso sulla tua autostima e sulla stabilità emotiva.

Come sopravvivere?

Ho interpellato Terry Bruno, psicoterapeuta e docente di “Stalking” presso l’università Nicolò Cusano, che mi ha dato quattro preziosi suggerimenti.

1. Confrontati con gli altri, pensa che i consigli che ti danno sono per il tuo bene; ascolta il loro punto di vista e soprattutto affidati a uno specialista che possa darti sostegno psicologico.
2. Impara a vedere la relazione da un diverso punto di vista, cambia prospettiva. Se fosse una tua amica al posto tuo, cosa le consiglieresti? In questo modo sei libera dalle emozioni e riesci ad essere più razionale.
3. Leggi articoli che parlano di questo fenomeno: possono aprirti la mente e farti capire che i suoi comportamenti rientrano nei canoni del manipolatore.
4. Guarda i campanelli d’allarme: in genere, queste persone alternano situazioni di distacco a momenti di forte interesse per poi scomparire improvvisamente.

Attenzione! Potrebbe anche ritornare: non ricascarci, please!

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