Anomale vendite di ingenti partite di champagne dall’Italia alla Francia. È partita così l’inchiesta che oggi ha portato a sei misure cautelari: tre le persone in carcere, due ai domiciliari e per il sesto indagato il giudice per le indagini preliminari, Alberto Carboni, ha disposto l’obbligo di dimora. Gli investigatori della Guardia di finanza hanno anche sequestrato 220 milioni di euro sotto il coordinamento del pm della Procura europea Sergio Spadaro. Cuore dell’indagine l’ipotizzata maxi frode Iva, attraverso un giro di fatture false. I reati contestati sono associazione per delinquere ed emissione e utilizzo di false fatture. Le società italiane ed europee indagate sono 43. Dei 220 milioni sequestrati, 170 sono di imposta evasa e 50 riguardano il profitto del reato.

Dal 2015 al 2021 il meccanismo ha generato un fatturato di oltre 850 milioni di euro, da cui deriva un’evasione di imposta sul valore aggiunto per circa 190 milioni di euro. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle hanno portato a scoprire una vera e propria filiera societaria fraudolenta che, sfruttando il meccanismo dell’Iva intracomunitaria, ha inserito nei circuiti commerciali legali prodotti a prezzi più bassi di quelli di mercato.

Gli accertamenti delle Fiamme gialle hanno permesso di ricostruire che veniva previsto il passaggio simulato e ripetuto della medesima merce tra operatori commerciali nazionali e comunitari, grazie a una capillare rete di società ubicate in diversi paesi europei (Spagna, Portogallo, Bulgaria, Francia, Olanda, Slovacchia, Romania, Repubblica Ceca, Belgio e Ungheria) e Regno Unito. Le false fatture transitavano da missing trader estere, cartiere nazionali e società filtro, fino a raggiungere nuovamente il primo soggetto, realizzando attraverso la cosiddetta “frode carosello chiusa” un’operazione non imponibile Iva e accrescendo il risparmio fiscale.

Oltre alle 43 aziende nazionali ed estere, sono in totale 17 le persone fisiche tra agenti di commercio, consulenti e gestori della contabilità e della logistica. I cinque arrestati, promotori della ipotizzata associazione per delinquere, sono italiani con residenza tra Dubai e Montecarlo. Nelle pieghe dell’ordinanza del gip Carboni spunta anche un episodio di corruzione di un maresciallo delle Fiamme gialle un tempo in servizio a Gorgonzola, arrestato nel giugno 2022, e condannato con rito abbreviato a Brescia a 5 anni di reclusione. Secondo l’accusa avrebbe ricevuto una tranche da 20mila euro di una mazzetta da 50mila da parte dell’imprenditore sottoposto all’obbligo di dimora in cambio di un alleggerimento della sua posizione e l’esclusione delle figlie dalle indagini.

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