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Istat, piccola revisione al rialzo per il Pil acquisito 2024 (+0,2%). Spesa delle famiglie giù dell’1,2% nel quarto trimestre 2023

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Piccola revisione al rialzo per il dato sul Pil acquisito nel 2024, il risultato che si avrebbe a fine anno in caso di variazioni nulle nei prossimi trimestri. L’Istat ha alzato il dato allo 0,2%, dopo che la stima preliminare, relativa agli ultimi tre mesi del 2023, lo aveva indicato allo 0,1%. Nel quarto trimestre del 2023 il prodotto interno lordo (Pil), corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% nei confronti del quarto trimestre del 2022. In termini tendenziali, invece, la crescita risulta in lieve rialzo rispetto allo 0,5% registrato in via preliminare.

Vanno male in compenso i consumi. Nel quarto trimestre del 2023, comunica l’Istat, la spesa delle famiglie sul territorio economico ha registrato una diminuzione in termini congiunturali dell’1,2%. In particolare gli acquisti di beni durevoli sono cresciuti dello 0,8%, quelli di beni non durevoli sono diminuiti dello 0,1%, quelli di servizi del 2,2%, mentre quelli dei beni semidurevoli sono diminuiti dell’1,3%. “Dato grave e preoccupante. L’Istat attesta che la spesa delle famiglie residenti ha sottratto ben 0,8 punti percentuali alla crescita del Pil e che rispetto al terzo trimestre il crollo è stato dell’1,4%”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo Confesercenti “per uscire da questa situazione è necessario intervenire per restituire risorse alle famiglie, accelerando sul percorso tracciato dalla riforma fiscale: l’alleggerimento della pressione delle imposte, ed in particolare sul lavoro, è la via maestra per far ripartire i consumi”.

Una piccola buona notizia per l’economia viene dall’indice Hcob Pmi dell’attività terziaria in Italia, realizzato da S&P Global per misurare l’andamento dei servizi. In febbraio l’indicatore è saliti a 52,2 a febbraio, da 51,2 di gennaio. Tale valore mostra il “secondo incremento mensile consecutivo della produzione del settore terziario italiano. Anche se moderato, quest’ultimo rialzo ha segnato l’incremento maggiore per la seconda volta in nove mesi, posizionandosi sullo stesso valore di giugno dello scorso anno”, spiega una nota.

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