Novanta missili e sessanta droni: nella notta un raid russo su vasta scala è stato scagliato contro l’Ucraina, prendendo di mira anche le centrali energetiche. I russi hanno colpito centinaia di obiettivi, compreso l’impianto idroelettrico di Dnipro. Come denuncia Kiev, più di un milione di cittadini in tutta l’Ucraina sono rimasti senza corrente. Il ministro dell’energia parla del “più grande attacco al settore energetico ucraino degli ultimi tempi”, mentre il presidente Volodymyr Zelensky fa appello agli stati occidentali: “I missili russi non hanno ritardi, così come i pacchetti di aiuti per il nostro Paese. I droni non sono indecisi come alcuni politici“. Tutto questo mentre il Consiglio europeo sta definendo l’accordo sull’uso dei profitti degli asset russi per riarmare Kiev. E Mosca rilancia: “Libereremo il territorio occupato da Kiev”.

Secondo l’aeronautica militare ucraina, l’esercito russo ha attaccato le strutture energetiche ucraine con 12 missili balistici che hanno colpito 151 obiettivi, come riferisce Unian. Intanto non è stato ancora spento il grande incendio scoppiato vicino alla diga della centrale idroelettrica sul Dnipro: “Non c’è pericolo che la diga possa collassare”, ha reso noto Ukridroenergo. “Purtroppo è stata colpita anche la più grande centrale idroelettrica dell’Ucraina, la DneproHPP a Zaporozhzhia”, ha dichiarato la società idroelettrica ucraina. La centrale idroelettrica ha registrato danni “molto importanti”, affermano fonti di Kiev.

“Il nemico sta lanciando il più grande attacco al settore energetico ucraino degli ultimi tempi”, scrive sui social il ministro dell’Energia ucraino German Galushchenko. “L’obiettivo non è solo quello di danneggiarlo, ma di provare di nuovo, come l’anno scorso, a provocare un guasto su larga scala al sistema energetico del Paese”, aggiunge: “Purtroppo, ci sono stati colpi e danni agli impianti di produzione di energia, ai sistemi di trasmissione e distribuzione in varie regioni”.

Secondo quanto riporta il Guardian i raid hanno colpito circa 700.000 residenti nella regione di Kharkiv, almeno 200.000 ciascuno nelle regioni meridionali di Odessa e sud-orientali di Dnipropetrovsk e 110.000 nella regione di Poltava, secondo Oleksiy Kuleba, vice capo dell’amministrazione presidenziale. Si registrano blackout in diverse città dell’Ucraina. È quasi completamente al buio Kharkiv, dove si sono contati oltre 15 attacchi a strutture energetiche. “Tutti i servizi di emergenza sono già operativi”, ha assicurato il capo dell’amministrazione militare regionale, Oleh Synehubov, mentre il sindaco, Ihor Terekhov, ha fatto sapere che a causa della mancanza di energia ci sono problemi idrici. Notizie di blackout, riporta il Kiev Post, arrivano anche da Dnipro e Kryvyi Rih. La maggior parte di Kamianske, nella regione di Dnipropetrovsk, è senza elettricità, secondo il sindaco Andrii Bilousov. Nella regione di Sumy, gli attacchi missilistici contro la rete energetica hanno portato all’attuazione temporanea di programmi di arresto di emergenza in alcuni distretti. Anche nella regione di Leopoli, un attacco di droni ha preso di mira un impianto energetico nel distretto di Stryi, provocando un incendio che i vigili del fuoco stanno spegnendo.

Secondo il consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andriushchenko – come riporta il sito Ukrainska Pravda – un missile ha anche colpito un filobus pieno di gente che attraversava la diga. Secondo Ivan Fedorov, capo dell’amministrazione della regione di Zaporizhzhia, una persona è morta e otto sono rimasti feriti. Intanto il traffico attraverso la diga è stato bloccato. Il capo del dipartimento di polizia Ivan Fedorov ha dichiarato che in poche ore l’esercito russo ha sparato quasi 20 missili contro infrastrutture civili a Zaporizhzhia.

Durante l’attacco missilistico russo la linea aerea esterna che collega la centrale di Zaporizhzhia con il sistema energetico unificato dell’Ucraina è stata disconnessa. Per questo la società Energoatom afferma che la più grande centrale nucleare d’Europa è sull’orlo del blackout: “Una situazione del genere è estremamente pericolosa e minaccia una situazione di emergenza. Se l’ultima linea di comunicazione con la rete elettrica viene interrotta, la centrale si troverà in un altro blackout”, ha dichiarato Petro Kotin, capo della società per l’energia atomica di Kiev. I tecnici ucraini hanno però ripristinato la linea di alimentazione durante le prime ore del mattino.

“Il mondo vede con la massima chiarezza gli obiettivi dei terroristi russi: centrali elettriche e linee di approvvigionamento energetico, una diga idroelettrica, normali edifici residenziali, persino un filobus. La Russia è in guerra contro la vita della gente comune“, ha scritto sul Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.”I missili russi non hanno ritardi, così come i pacchetti di aiuti per il nostro Paese. I droni non sono indecisi come alcuni politici. È importante capire il costo dei ritardi e delle decisioni rimandate”, incalza Zelensky rivolgendosi in particolare all’Europa che continua a chiedere “sistemi Patriot” per “proteggere Kharkiv e Zaporizhzhia”: “Abbiamo bisogno di difesa aerea per proteggere la popolazione, le infrastrutture, le case e le dighe. I nostri partner sanno esattamente cosa serve. Possono sicuramente sostenerci. Abbiamo bisogno di queste soluzioni. La vita deve essere protetta da questi non-umani di Mosca”, ha concluso il presidente ucraino.

Di contro Mosca, con il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov afferma che le quattro regioni ucraine parzialmente occupate dalle truppe di Mosca sono parte del territorio russo, e obiettivo della Russia è “liberare il territorio” di tali regioni, “attualmente occupate dal regime di Kiev”, ha detto Peskov, in un’intervista alla rivista Argumenty i Fakty, ripresa dalla Tass. “La Russia – ha aggiunto il portavoce – è in stato di guerra a causa dell’intervento dell’Occidente al fianco dell’Ucraina”.

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