“Sono gay e non voglio più nascondermi”. Con queste parole Jakub Jankto, centrocampista del Cagliari, aveva fatto coming out dichiarando la propria omosessualità poco più di un anno fa. Un annuncio dal sapore di liberazione, sul quale il calciatore è tornato nel corso di un’intervista al mensile France Football raccontando tutto il supporto ricevuto dalla sua società, dall’allenatore Claudio Ranieri ai compagni di squadra, e dal movimento calcistico italiano.

In un mondo ancora ostile all’omosessualità, Jankto ha svelato di essersi sentito subito a suo agio nel Cagliari dopo aver fatto coming out: “Claudio Ranieri mi ha subito detto che in caso di problemi mi avrebbe aiutato. I tifosi mi hanno accolto all’aeroporto e da quel momento mi sono sentito tranquillo. Il popolo sardo è straordinario e mi ha aiutato molto, ringrazio tutti gli abitanti della Sardegna. Anche la preoccupazione per le partite è sfumata in fretta”. Il calore sardo e italiano, dunque, ha spazzato via quell’astio uscito dalla bocca di alcune persone: “I messaggi in mio favore sono stati migliaia, ma ho ricevuto comunque messaggi deludenti dall’Africa e dai paesi arabi“.

Oltre a Ranieri, uomo da sempre sensibile nei confronti delle tematiche sociali, compreso il razzismo, Jankto è stato supportato anche dai compagni di squadra: “Ne ho parlato con il capitano Leonardo Pavoletti, che si prende cura di tutti. Sì, ci sono state battute ma ormai tutto è aperto”. E a chi ancora si nasconde per paura di reazioni avverse, il calciatore ceco ha rivolto un appello incoraggiante: “Ci sono altri omosessuali nel calcio, non mi interessa quanti, ma a loro dico di non aver paura di dichiararsi pubblicamente, perché dopo non succede nulla. Io non mi nascondo più, va tutto bene“. Dopo i coming out di qualche anno fa di Joshua John Cavallo, ora in forza all’Adelaide United in Australia, e del britannico Jake Daniels, Jankto ha diramato l’invito ad altre persone per farsi avanti e rompere un tabù.

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