Niente caffè o cappuccino. Nemmeno il tè o un succo di frutta appena ti svegli. Quando scendi dal letto e non sai nemmeno chi sei e dove sei, ingurgita un mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva. Migliorerà la salute dell’intestino, aumenterà il metabolismo e farà risplendere la pelle. E’ questa la nuova tendenza considerata salutare dai TikToker di Oltreoceano. Un’abitudine che ha contagiato anche celebrità come Kourtney Kardashian che sui social strombazza la sua passione per gli shot di olio evo. Da bere a crudo una volta al giorno. Ma è vero o è una fantasia senza alcun fondamento scientifico?

Abbey Sharp, famosa dietista americana di Toronto che spesso reagisce alle tendenze alimentari su Youtube, si è voluta occupare personalmente della questione. E lo ha fatto dalle pagine del Times. Di fronte a decine di post che sul social mostrano ragazzi palestrati a torso nudo che bevono il loro sano bicchierino di olio, di fronte ai video di mamma e figlia che brindano con quel liquido verde oleoso nei calici facendo smorfie di disgusto oppure a ragazze che si riprendono nell’atto di compiere il magico rito per la prima volta trattenendo la nausea, la Sharp ha sentito l’esigenza di fare chiarezza.

E ha dipanato ogni dubbio: “Berlo non raggiunge assolutamente l’obiettivo. Non abbiamo prove che questo modo di consumare l’olio d’oliva sia più salutare che consumarlo in un modo più piacevole, come su un’insalata o come parte di un pasto”. Tutto il contrario di ciò che si vede su TikTok. Dove spopolano commenti entusiastici per questa abitudine ritenuta un toccasana: “Trangugiare l’olio che di solito viene riservato alla cucina è stato un punto di svolta per me”, “Dà una spinta al mio corpo”, “Svolge un’azione benefica sull’apparato gastrointestinale”, “Aumenta le mie funzioni cerebrali”. Secondo Sharp è solo la modalità di assunzione dell’olio extravergine a essere sbagliata, nessuno mette in dubbio il fatto che l’alimento abbia principi nutritivi benefici per l’organismo: “L’olio extra vergine di oliva è la forma di olio meno lavorata e più sana – spiega – ricco di antinfiammatori e antiossidanti che possono aiutare, per esempio, a ridurre il rischio di malattie cardiache”.
Ma attenzione: “Non ci sono prove che bere olio d’oliva così conferisca benefici speciali. In realtà, all’olio manca la componente alimentare più importante per l’intestino, che è la fibra”.

Su questo punto abbiamo voluto sentire il parere di un’esperta italiana che conosce molto bene la dieta mediterranea e la vive quotidianamente. E’ la biologa nutrizionista e specialista in scienze dell’alimentazione Daniela Ignaccolo, collaboratrice del Policlinico San Donato di Milano. Conferma le teorie della Sharp? “Questa tendenza che si è affermata in virtù dei suoi supposti effetti benefici non poggia su alcun dato scientifico”, chiarisce. E fa una valutazione interessante: “Si è radicata Oltreoceano dove non esiste la cultura dell’alimentazione mediterranea. Noi l’olio extra vergine lo consumiamo quotidianamente sulle pietanze, perciò non ci verrebbe mai in mente di assumerlo da solo”.

Perché si è diffusa questa pratica? “Per le proprietà benefiche dell’olio d’oliva – risponde la biologa nutrizionista italiana – che agisce nel prevenire malattie cardiovascolari, neurodegenerative, del sistema immunitario e dell’apparato gastrointestinale. Esistono studi che lo associano anche alla prevenzione di malattie come il cancro. E’ ricchissimo di vitamine e potenti antiossidanti, è un antinfiammatorio naturale”. Ma ribadisce: “Non ci sono studi a favore di un suo ingerimento non associato ad altri alimenti”.

Entrambe le dietiste, insomma, concordano su un aspetto fondamentale da chiarire: associarlo ad altri alimenti, vegetali, pesce, carne, è fondamentale. Ma c’è di più: mangiare verdure senza olio rischia di non permettere l’assimilazione delle vitamine liposolubili delle verdure stesse, che sono veicolate dai grassi. Mentre bere un bicchierino di olio da solo è un carico calorico vuoto e non saziante.

“Invece di bere uno shot di olio d’oliva sarebbe corretto cercare di distribuirne l’assunzione durante il giorno, sostituendolo con scelte meno salutari come panna acida e maionese. Potresti metterlo sopra una patata al forno o un’insalata, ad esempio, invece dei soliti condimenti”, consiglia Sharp. “In America si lotta contro obesità – fa notare Ignaccolo – e si usano salse, intingoli e condimenti come maionese e panne acida. La dietista americana, che conosce anche la dieta mediterranea e sostiene il valore nutrizionale dell’extra vergine, consiglia infatti di consumarlo ai pasti, che è il modo più corretto.”.

Oltre al suo apporto calorico inutile e non saziante, ci sono aspetti più terribili da segnalare nell’assunzione del bicchierino di olio giornaliero: dover compiere viaggi extra in bagno a causa della sua azione di lubrificazione dell’intestino. In conclusione, non serve a niente assumere l’olio evo così: apporta calorie inutili, può provocare effetti indesiderabili, non sazia e fa anche schifo al palato. Diventa una sorta di punizione che ci infliggiamo, forse convinti che proprio per questo nostro sacrifico abbia la valenza di un rito magico. Un peccato davvero, perché l’olio è buonissimo quando associato ad altri alimenti, anche solo a un pezzo di pane o a un pomodorino. “L’aspetto del piacere in una dieta va sempre considerato – sottolinea Ignaccolo – mica dobbiamo autopunirci”. Poi aggiunge: “Questa pratica rende un alimento sano limitante e forzato. Noi abbiamo a disposizione una dieta mediterranea ricca e saporita nella quale l’olio extra vergine è un re della tavola. Sapete cosa vi dico? Fatevi una bella bruschetta al mattino con olio extravergine. E se volete cominciare la giornata con un’abitudine davvero sana bevete a digiuno un paio di bicchieri d’acqua ogni mattina. Come suggerisco a tutti i miei pazienti”.

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