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Bersani a La7: “Al posto di Toti mi dimetterei. Gli intrecci tra politica e affari sono cose serissime, distruggono lo spirito pubblico”

“Sono stato presidente della Regione Emilia Romagna quando c’era Tangentopoli. Ero arrivato al punto che, quando un imprenditore veniva nel mio ufficio e non si alzava, mi ero inventato la formula “Siam già a posto così”. Non scherziamo su queste pratiche, non minimizziamo queste cose”. Lo rivela a Otto e mezzo (La7) Pier Luigi Bersani commentando le inchieste della procura di Genova in Liguria che hanno portato agli arresti domiciliari il presidente della Regione Giovanni Toti.

Bersani, che è stato presidente della Regione Emilia Romagna tra il 1993 e il 1996, nonché tre volte ministro in dicasteri strettamente legati al mondo economico, premette che al posto di Toti si sarebbe dimesso, puntualizzando: “Intanto diciamo che per fortuna ci sono tantissimi amministratori onesti anche se hanno ricevuto qualche avviso di garanzia. Per quel che mi riguarda, sono uscito indenne da casi giudiziari applicando una ricetta nei miei rapporti coi poteri economici – continua – e cioè, amico di tutti e parente di nessuno. E poi devo dire che personalmente mi sono sempre piaciute da matti quelle due splendide parole contenute nell’art.54 della Costituzione: disciplina e onore nello svolgimento delle funzioni pubbliche”.

E cita il caso di Vasco Errani, l’ex presidente della Regione Emilia Romagna che si dimise dopo la condanna in secondo grado per falso ideologico (è stato poi assolto dalla Cassazione): “A un amministratore possono capitare problemi giudiziari ed Errani, che è più onesto di me, si dimise“.

Tornando al caso specifico della Liguria, l’ex segretario del Pd osserva: “È chiaro che quando amministratori e imprenditori se la cantano e se la suonano magari mercanteggiando sulle decisioni pubbliche, questo per me viene ancora prima dei reati su cui indaga la magistratura. È una cosa serissima perché è la distruzione dello spirito pubblico – chiosa – di quella fiducia che è assolutamente necessaria per mandare avanti un paese. Questo è un problema di cui dovremmo discutere ancor prima di dibattere sulla magistratura, che fa il suo mestiere, ma sono la politica e gli affari che devono fare il loro”.