Calcio

Antonio Conte mai così vicino al Napoli di Aurelio De Laurentiis: le richieste e cosa può succedere

L’attesa è quasi finita: il Napoli è pronto ad abbracciare il nuovo allenatore. Chi? Resta un piccolo margine di errore (ancora), ma la trattativa è bene avviata: Antonio Conte è pronto a sposare il progetto di De Laurentiis. Una trattativa avviata in parallelo a quella per Gian Piero Gasperini, con cui i contatti sono proseguiti anche nei giorni scorsi. Ma non era un’alternativa, non avrebbe mai potuto esserla. Si trattava di una partita giocata su più tavoli, che per ADL corrisponde a un “win win”: o l’uno, o l’altro, con pro e contro. E l’ex Juve è ora in vantaggio netto: il Gasp è pronto a rinnovare per altri due anni rispetto alla scadenza naturale con l’Atalanta (2025, quindi fino al 2027); Antonio non vede invece davvero l’ora di cominciare.

Come sarà il nuovo Napoli – C’erano delle divergenze da appianare. Si dice così. Tradotto: bisognava trattare sull’ingaggio, che per Conte è molto alto. La richiesta per triennale da quasi 9 milioni di euro a stagione non si risolve in due giorni, ma per un allenatore top De Laurentiis è pronto a fare un sacrificio importante, con l’intenzione risollevare il morale di un ambiente più che depresso dopo l’annata che si concluderà oggi. La proprietà non vuole sbagliare, sa che la gestione Conte sarà impegnativa per le ambizioni dell’allenatore ma non per questo vuole tirarsi indietro. Anche perché all’allenatore l’idea di ripartire come “salvatore” piace parecchio: dovrà ricostruire una squadra e riavvicinare i giocatori alla piazza, prima ancora che aspettare i rinforzi dal mercato che sarà per forza di livello.

Ma attenzione. Le prime indiscrezioni dopo i colloqui avuti tra Conte e il ds Manna sono state chiare: l’ex Juve vuole giocatori per il suo progetto, ma non ha presentato richieste davvero faraoniche. Il nome di Lukaku, per esempio, è sul taccuino, ma non è l’unico (o il solo) attaccante nella lista. Se dovesse arrivare, Conte sarebbe felice, ma non si impunterà nel caso ci fossero difficoltà. Lo stesso vale per Zaniolo, che i campani seguono da tempo e sarebbero pronti a riportare in Italia. È un passo, questo, fatto proprio dall’allenatore per avvicinarsi al progetto: è pronto a mettersi a disposizione della società che gli ha comunque garantito una sorta di carta bianca sul mercato. “Chiedici i nomi e cercheremo di accontentarti il più possibile”. Meglio di così…

Il modulo – Al netto dei nomi, è evidente che una rivoluzione tattica arriverà per forza. Basta guardare lo storico di questo campionato. La difesa a tre è stata usata solo due volte in (finora) 37 partite: in casa della Lazio (0-0) e del Milan (sconfitta per 1-0). Un doppio esperimento di Mazzarri che di lì a poco sarebbe anche stato esonerato. Per il resto, sempre difesa a 4 di spallettiana memoria (solo quella), evidentemente poco applicabile per l’idea di gioco di Conte. Aria nuova in tutto: cambierà il volto della squadra, che perderà Osimhen e proverà a vedere uno Kvaratskhelia riadattato come seconda punta. Almeno all’inizio. I punti fermi sono al momento pochi: Rrahmani dietro, Di Lorenzo a destra, Lobotka a centrocampo e Khvicha appunto in attacco. Gli altri dovranno tutti sudarsi il posto, adattarsi alle nuove modalità di allenamento che non saranno semplicissime.

Gli allenamenti – A proposito di questo, durante la prima gestione Garcia spesso De Laurentiis si era lamentato della mancanza di intensità. Ecco, con Conte tutto questo sarà impossibile. Un esempio? La testimonianza di Lenglet, il difensore dell’Aston Villa che l’allenatore ha avuto nella sua esperienza al Tottenham. “Ci metteva un sacco di passione, gli allenamenti con lui erano intensissimi”, e avevano fatto il giro del web le immagini di un Son steso sul campo senza più forze, o di un Kane che addirittura vomitava per la fatica. Esempi estremi di una terapia d’urto che Conte vuole riportare anche a Napoli, con tutta la voglia di farsi vedere ancora vincente. Come gestirà il rapporto con De Laurentiis? È la curiosità più grande. Titoli ne regalerà di certo, lo si può già immaginare. Ma anche entusiasmo a una piazza che ha bisogno di sognare di nuovo, dopo un anno troppo brutto per essere stato vero.