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Armi Nato per colpire la Russia, anche Scholz prende le distanze da Stoltenberg: “Le regole concordate finora con l’Ucraina funzionano”

“Abbiamo concordato regole chiare con l’Ucraina per le consegne di armi effettuate finora. E funzionano. Almeno questa è la mia teoria”. Con queste parole – pronunciate nel corso della visita di Stato in Germania del presidente francese Emmanuel Macron – anche il cancelliere tedesco Olaf Scholz allontana l’ipotesi di consentire alle forze di Kiev di usare i missili forniti dai Paesi occidentali per colpire in territorio russo. Ad accendere il dibattito sul tema, qualche giorno fa, è stato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, che in un’intervista all’Economist ha incoraggiato gli alleati a superare il veto in questo senso per migliorare la capacità di difesa ucraina. Un invito rivolto soprattutto agli Usa – dove la Casa Bianca ora sembra aperta a superare l’ennesima linea rossa – ma pure alla Germania, che ha fornito all’Ucraina artiglieria a lungo raggio come il lanciarazzi Mars II, con ha una gittata di oltre ottanta chilometri (pur rifiutandosi di inviare i missili Taurus, che arrivano a cinquecento). Nelle stesse ore, peraltro, il cancelliere ha sancito lo stop a ulteriori aiuti militari: la Germania “ha raggiunto il limite di ciò che è possibile” cedere a Kiev, ha detto.

Le parole di Stoltenberg sono state criticate anche dalla maggioranza di governo italiana e dalla premier Giorgia Meloni, che gli ha consigliato “maggiore prudenza”. Ma domenica il leader della Nato ha insistito sulla sua linea in un’intervista al quotidiano tedesco Die Welt, chiedendo all’Occcidente intensificare l’invio di armi e munizioni a Kiev, “compresi sistemi antiaerei e armi a lungo raggio“. E ha allontanato qualsiasi ipotesi di negoziato, nonostante le aperture arrivate persino dal presidente russo Vladimir Putin: “Una politica di pacificazione nei confronti di Putin non funzionerà”. Concetto ribadito anche dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un’intervista alla tv Deutschlandfunk: “Chi parla e si comporta come Putin non vuole la pace, ma andrà avanti. Ed è per questo che è così importante sostenere costantemente l’Ucraina e rafforzare la nostra capacità di difesa, perché se dobbiamo mantenere la pace nel nostro continente, allora dobbiamo investire nella difesa”.