Politica

Ho creato il Partito dei Patacca, votatelo in massa!

di Derek Zoli

Ciò che mi ha affascina dell’intelligenza artificiale è stato scoprire come sia nata quasi “per caso” e sia tuttora oggetto semi-misterioso sia per i creatori quanto per gli studiosi. L’IA, in prospettiva Agi, rappresenta qualcosa di quasi magico, intrigante, dal potenziale immenso ma forse anche spaventoso.

Giorni fa, ho pensato ad un esperimento e, visto che siamo in tempi di elezioni, ho scritto a ChatGPT: “Ciao, vorrei creare un partito per le elezioni europee di chiara impostazione Romagnola, con un programma goliardico, cosa ne pensi?”. Dopo pochi istanti, ho ricevuto la risposta: “Ciao! L’idea di creare un partito per le elezioni europee con un’impostazione goliardica e un forte richiamo alla Romagna è sicuramente originale e potrebbe attirare l’attenzione, soprattutto per il carattere unico e divertente”. Il tutto seguito dalla proposta di un nome (Partito Romagnolo Goliardico), uno slogan (“Sole, Sangiovese e Solidarietà!”) e una bozza sintetica di programma.

Non del tutto soddisfatto della proposta ho risposto: “Come nome userei Partito dei Patacca. Punti chiave del programma: Piadina e Squacquerone diritto costituzionale, ombrellone e lettini gratis, Sangiovese Santo patrono, donne e motori”. Ecco quindi che l’IA mi ha incoraggiato: “Partito dei Patacca è un nome fantastico e sicuramente attirerà l’attenzione!”, per poi adattare il programma che aveva precedentemente proposto, integrando i miei suggerimenti.

Fatto il partito e stilato il programma, serviva un logo. Ho chiesto quindi di crearne uno. Il risultato è accettabile e gli errori sarebbero facilmente sistemabili con un programma di grafica.

Pensando che sarebbe stato utile avere una melodia per fare un video di presentazione, ho chiesto di crearmi una filastrocca. Ottenuto il testo, è stato sufficiente usare i servizi di Suno, inserire le parole, impostare lo stile (folk, ballad, traditional song, party) per ottenere una canzoncina credibile, da poter caricare per esempio su YouTube.

Ora mancava solo un sito web. Tra le molte piattaforme che permettono di creare uno con l’IA, ho scelto Wix, ho usato un prompt suggerito da ChatGPT e dopo qualche clic, ecco un portale, pronto per essere pubblicato, con il logo, il programma e il video.

Tutto questo in poche decine di minuti, perché appunto è stato solo un esperimento. Se avessi insistito, avrei potuto davvero scrivere un programma dettagliato, aggiungendo stime economiche, tempi di realizzazione, impatti sulla società. E che dire della canzoncina? Crearla ha richiesto pochi parametri e pochi secondi. È una melodia credibile, orecchiabile; lo stesso vale per il logo, al netto degli errori grafici che piano piano verranno sistemati.

Siamo solo agli inizi di questa rivoluzione, ChatGPT è uscito meno di due anni fa ma sono già tante le cose che possiamo fare e probabilmente sono già tante le cose che vediamo in rete e non solo create con questi strumenti senza che noi lo sappiamo.

Non riesco a non cogliere la preoccupazione che si cela dentro questo cambiamento. Se pensiamo a questo esempio banale, un software ha arrangiato gratuitamente in 2 secondi una canzone sulla base di pochi parametri, scritta altrettanto velocemente da un altro software e l’ha cantata. Un algoritmo ha creato un logo credibile e un altro ancora ha impostato una pagina web in pochi clic.

Il fatto che questi risultati siano ancora ampiamente migliorabili non deve rassicurarci. Il vero tema credo stia in quello che Nello Cristianini scrive nel suo ultimo libro (Machina Sapiens): “cosa sanno le macchine di noi?”. Se fanno tutto questo (poco o tanto che sia, a me sembra già moltissimo) in pochi secondi, sulla base di istruzioni (prompt) volutamente molto sommarie, temo che la risposta sia che le macchine sanno già molto più di noi di quanto noi sappiamo di loro.

E forse per questo, alle prossime elezioni, siano esse europee, comunali, o condominiali, dovremo votare senza indugio il Partito dei Patacca.

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