Politica

Toninelli: “Al M5s manca Grillo, lui ci faceva sognare. Conte? Una brava persona ma è un tecnico che non sa far emozionare”

Ci manca al 100% Beppe Grillo. Lui faceva sognare, ti faceva venire la pelle d’oca, aveva talmente interiorizzato tematiche come quelle dell’ambiente, del reddito universale, dell’aiuto ai poveri, degli ultimi che riusciva a entusiasmare le persone, le quali, emozionandosi o incazzandosi, partecipavano. E partecipando, andavano a votare. Bisogna avere il coraggio di dire che Conte è una brava persona ma è un tecnico. E i tecnici non hanno la capacità di far emozionare“. Sono le parole pronunciate ai microfoni della trasmissione L’Italia s’è desta (Radio Cusano Campus) da Danilo Toninelli, già ministro dei Trasporti del governo Conte Uno, ex senatore M5S e oggi probiviro del Movimento.

Nella sua analisi sull’esito deludente del M5s alle europee, Toninelli evidenzia la grande differenza col Movimento delle origini guidato da Beppe Grillo: “Quando vincemmo le politiche, c’erano tantissimi giovani che ci votarono, perché noi parlavamo pane al pane, vino al vino: se mi piaci sto con te, se non mi piaci te ne puoi andare a fanculo. I giovani non hanno schemi mentali grazie a Dio, hanno una grande libertà, non hanno nulla da spartire con questa società che li ha esclusi perché non gliene frega un cazzo a nessuno di loro. Sono infatti gli over 65 quelli che rappresentano il 60% degli aventi diritto al voto”.

E contesta duramente la nuova linea politica del Movimento, in primis la vicinanza col Pd: “Il M5s era forte perché c’erano i temi: noi dicevamo concretamente che non eravamo né di destra, né di sinistra perché eravamo programma e idee. Quindi univamo le persone al di là delle ideologie politiche su idee e programma. Questa programmazione del futuro è venuta meno all’interno del M5s, che si è politicizzato e, in quanto tale, ha dovuto sostituire le idee con la tattica. E la tattica – aggiunge – lo ha portato in un campo di centrosinistra definito con un aggettivo imbarazzante e vago che non significa un cazzo, cioè “progressista”. Di conseguenza il M5s è stato identificato dalle persone come un partito percepito come tutte le altre forze politiche. Io che conosco bene il Movimento, so che è ancora un partito onesto, un partito che non ruberà mai, un partito che non corromperà e che non si farà mai corrompere. Ma non è più un partito rivoluzionario“.

Toninelli lancia una nuova frecciata al nuovo Movimento guidato da Conte, menzionando il sostegno dei pentastellati alla giunta regionale pugliese e lo scandalo legato ad Anita Maurodinoia, l’assessora ai Trasporti della Regione Puglia indagata per corruzione elettorale: “Per avere delle idee, devi anche cambiare il modo di essere. Guardiamo il caso della Puglia con Michele Emiliano. Anni fa il M5s fece giustamente una campagna elettorale contro Emiliano, poi attuò la scelta totalmente folle di andare in maggioranza con lui, una decisione antitetica ai principi del M5s. Emiliano, come si sa, ha fatto poi dei casini inenarrabili – continua – e Conte ha dichiarato che i 5 Stelle si sarebbero fatti sentire. Era evidente lo schifo alla Regione Puglia, ma alla prova concreta dei fatti i 5 Stelle hanno votato la fiducia per mantenere in carica Emiliano e la sua giunta. Questa è un po’ la cartina di tornasole della situazione: dici delle cose corrette ma poi nelle azioni fai tutt’altro”.

L’ex senatore ribadisce: “Va cambiato il modo di essere nel M5s: se una cosa è giusta, va fatta e basta. Se invece è sbagliata ma conveniente, non va fatta. Fare le cose non corrette perché convenienti rientra nella tattica politica e il M5s è sempre stato scarso nella tattica politica. Se si vuole gestire il M5s con la tattica politica – conclude – allora siamo certi che avremo lo stesso risultato di queste elezioni europee, perché mancano l’anima e l’essenza tipica del Movimento. Quindi, molto meno forma (lasciamola al Pd, che è il re in questo) e molta più sostanza farcita con un pizzico di ‘vaffa’ quando serve“.