Un imprenditore legato al clan Belforte si è visto confiscare un vero e proprio impero economico. Un’operazione congiunta di Polizia di Stato, DIA e Guardia di Finanza ha portato alla luce un patrimonio da capogiro, stimato in circa 30 milioni di euro. L’uomo, attivo nel settore del cemento e della ristorazione nel Casertano, aveva messo in piedi un ingegnoso sistema di estorsione, mascherando il pizzo con false fatture. Una truffa che gli ha permesso di accumulare ricchezze illecite, ma che alla fine gli si è ritorta contro. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta del Procuratore della Repubblica di Napoli, del Direttore della DIA e del Questore di Caserta, ha disposto la confisca di tutto il patrimonio dell’imprenditore. Un colpo durissimo per la criminalità organizzata, che vede sfumare un’importante fonte di finanziamento.

Ma cosa comprendeva questo tesoro accumulato illegalmente? Ben due aziende, quote societarie, 62 immobili sparsi tra Caserta, Benevento, Salerno e persino Parma, tra cui terreni, abitazioni, fabbriche e persino una lussuosa multiproprietà in costiera amalfitana. E non è finita qui: conti correnti, auto di lusso, mezzi industriali… un vero e proprio impero economico costruito sulle spalle delle vittime di estorsione. Ora, grazie all’amministrazione giudiziaria, questo patrimonio tornerà alla collettività: il Tribunale ha infatti istituito un tavolo tecnico per definire le linee guida per la gestione dei beni confiscati.

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