Il primo capitolo, anno 2016, è ancora un esempio virtuoso piuttosto sottostimato che, se imitato, aiuterebbe diversi progetti americani. Tra il “low-budget” con i suoi 58 milioni di dollari in produzione, alta qualità di mainstream entertainment ottenuta dal film in sé, e infine un incasso con la robustezza dei suoi 782 milioni messi insieme al box office, Deadpool nel 2024 vede finalmente il terzo capitolo del suo franchise. Il secondo, nel 2018, ebbe un riallineamento economico rispetto al costo medio dei cinecomic con 110 milioni investiti in budget e 785 milioni incassati per un risultato nuovamente sboccato e più che godibile sullo schermo. Negli Usa esce il 26, ma il 24 luglio Deadpool & Wolverine ha esordito in Italia con quasi 3,2 milioni di euro incassati in soli 2 giorni.

Ritroviamo il nostro eroe in rosso con la faccia bruciacchiata di Ryan Reynolds al fianco di Wolverine, l’inossidabile Hugh Jackman, sbattuti entrambi in una strana dimensione più reietta di loro dove in un deserto alla Mad Max svettano le vestigia della 20th Century Fox come fosse la Statua della Libertà insabbiata nel Pianeta delle Scimmie – titolo storico della major inglobata da Disney nel 2017. Quanta storia del cinema in quella parolina perduta, Fox, e Deadpool ci ricama allegramente, come del resto la regia smaliziata di Shawn Levy, che oltre a immortalare i due protagonisti in varie pose iconiche da fumetto, riabilita alcuni vecchi Marvel, buoni o malriusciti, riciclandone gli attori originali in un mashup di amarcord talmente bizzarro che farà impazzire i fan. Escamotage geniale per frullare passato e futuro della Casa delle Idee attraverso il Multiverso, che tutto a un tratto vede con questo film una nuova alba alternativa agli Avengers.

Queste due ore sono piene di sorprese ed easter-eggs, salti interdimensionali, coreografie di combattimenti tra decine di Deadpool giunti da ogni dove, una villain legata addirittura al Professor Xavier degli X-Men e risse in auto dal retrogusto splatter, il tutto accompagnato da hit degli AC/DC quanto da pezzi di Grease e Madonna. E le battutacce ammiccanti a profusione segnano un film furbo che funziona perfettamente nella sua irresponsabile cattiveria politicamente scorretta. Una rivincita per la sempre morigerata Disney che si apre a una nuova linea di prodotto audiovisivo finora distante mille miglia dalla sua identità. Ovviamente non può mancare tutto il pathos eroistico sulla salvezza dei mondi, e a proposito di questo, si mette ordine anche tra certe serie Disney+ come Loki, visto che sarà coinvolta in questa avventura anche la TVA, l’agenzia che regola i flussi temporali e il multiverso.

Poi non solo riciccia Jackman, attore che negli anni ha sofferto le trasformazioni muscolari richieste per il personaggio di Wolverine, e anche su questo Reynolds incappucciato ha frecciatine irriverenti, ma si compone una coppia comica impensabile dove Deadpool è il comico e Wolverine la spalla più seriosa. La combinazione funziona a meraviglia, come gli attori.

Si definiscono entrambi l’uomo sbagliato, i due reietti più amati del mondo Marvel, secondi solo allo Spider-Man che Deadpool non mancherà di scimmiottare. Erano già singolarmente icone del cinema supereroistico, ma insieme hanno tutte le carte in regola per sbancare. L’altro gioiellino Disney, Inside Out 2, sta attualmente macinando oltre 1,46 miliardi di dollari nei box office di mezzo mondo, e il sospetto è che questo D&W potrebbe altrettanto agilmente superare i nove zeri.

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