Quattro dei sei dispersi del naufragio del veliero Bayesian, affondato lunedì notte davanti a Porticello nel Palermitano, sono stati recuperati dagli speleosub dei vigili del fuoco, mentre un altro corpo è stato individuato all’interno dello scafo. In serata le operazioni di recupero sono state sospese, per riprendere alle prime luci del giorno. Erano nelle cabine, nascosti dietro materassi e suppellettili di ogni tipo, nel relitto del veliero che si è inabissato a mezzo miglio da Porticello mentre nella zona imperversava una tromba d’aria. I sommozzatori sono riusciti a recuperare fino ad ora quattro cadaveri e a individuarne un quinto
I quattro corpi recuperati dai sommozzatori all’interno dell’imbarcazione che si trova a 50 metri di profondità sono quelli del presidente della Morgan Stanley International, Jonathan Bloomer, della moglie Anne Elizabeth, dell’avvocato Chris Morvillo e della moglie Nada. I cadaveri sono stati portati al molo da una motovedetta e trasportati in ambulanza all’Istituto di medicina legale di Palermo. L’operazione di recupero è molto complessa anche a causa dei suppellettili e dei mobili galleggianti all’interno dello scafo. Dopo il ritrovamento lunedì mattina all’esterno del relitto del cadavere dello chef nato in Canada e originario di Antigua, Recaldo Thomas, sale così a cinque il numero delle vittime recuperate. All’appello mancano dunque solo il magnate britannico e proprietario dello yacht Mike Lynch e la figlia 18enne Hanna.
Le ricerche sono continuate con l’impiego di risorse navali, aeree e subacquee, coordinate dalla Guardia Costiera di Palermo. Sono state potenziate le indagini subacquee condotte dai sommozzatori dei Nuclei Sub Guardia Costiera di Napoli e Messina, che stanno operando anche con l’ausilio di un ulteriore veicolo subacqueo a controllo remoto (ROV – Remotely Operated Vehicle). Si tratta di un robot capace di operare sul fondale marino ad una quota fino a 300 metri e un’autonomia tra le 6 e le 7 ore. Alle squadre che operano da due giorni in condizioni difficilissime si sono aggiunti i sub che avevano preso parte nel 2012 alle ricerche dei dispersi sulla nave Costa Concordia. Il dispositivo di soccorso dei vigili del fuoco è stato composto mercoledì da 27 sommozzatori, 11 sono sommozzatori speleo mentre 8 sono quelli abilitati DNO (decompressione in nitrox) che utilizzano miscele in fase di decompressione che consentono una permanenza maggiore in immersione alla profondità di 50 metri.
I pm della Procura di Termini Imerese hanno sentito James Catfield, il 51enne comandante del Bayesien. Nell’interrogatorio, durato oltre due ore, i magistrato lo hanno ascoltato per ricostruire le fasi drammatiche dell’inabissamento e per acquisire dettagli tecnici utili alle indagini. Catfield viene descritto come un comandante esperto, che ha lavorato per tutta la vita a bordo di grandi imbarcazioni e che conosce bene il Mediterraneo. Anche i media neozelandesi, il paese d’origine del comandante, si sono occupati della vicenda. Il NzHerald, in particolare, ha intervistato il fratello di Cutfield, Mark, il quale ha confermato che da circa otto anni il comandante è alla guida di barche di lusso. Prima di essere ingaggiato dal magnate della tecnologia britannico Mike Lynch (anche lui tra i dispersi) come comandante della Bayesian, aveva lavorato per un miliardario turco. “Mio fratello sta bene” ha dichiarato Mark Cutfield. “Ho parlato telefonicamente con sua moglie Cristina, che mi ha rassicurato sulle sue condizioni”.
Dopo avere sentito il comandante della Bayesian, in queste ore i pm di Termini Imerese e i militari della Capitaneria di Porto stanno sentendo gli altri membri dell’equipaggio e i passeggeri sopravvissuti. L’obiettivo è quello di chiarire cosa abbiamo provocato l’inabissamento della nave in pochissimi minuti. Intanto dalle prime ispezioni dello scafo ad opera dei sommozzatori emerge che la deriva mobile del veliero, al momento del naufragio, era parzialmente sollevata: quattro metri invece dei sette metri e mezzo. Il pescaggio in assetto di navigazione del cosiddetto corpo morto, che nel caso del Bayesian è di circa dieci metri, mira infatti ad assicurare stabilità all’imbarcazione. Il sollevamento della deriva potrebbe quindi avere in qualche modo favorito il repentino affondamento dello yacht. Lo scafo, invece, non presenterebbe falle e l’albero maestro in alluminio, alto 75 metri, sarebbe integro. Inoltre, un’altra ipotesi – come fanno sapere dei broker assicurativi navali – è che almeno uno dei portelloni della nave fosse rimasto aperto. Secondo la ricostruzione dei broker gli ospiti sarebbero tornati a bordo tardi, “avevano tirato parzialmente su la deriva”. Ma pare che “alcuni portelloni siano rimasti aperti, “quelli che usano normalmente per i tender“. “Quando è arrivato quel colpo di vento, pur a secco di vela la barca si è inclinata paurosamente – è l’ipotesi – ha fatto un fiume d’acqua dal portellone sottovento ed è affondata in pochi minuti. I dispersi probabilmente sono ancora intrappolati nelle loro cabine”. Gli inquirenti hanno anche contattato Italian Sea Group, la società proprietaria di Perini Navi, il gruppo viareggino di cantieri che nel 2008 varò lo Bayesian. A quanto si apprende lo scopo sarebbe quello di acquisire i database che contengono tutte le informazioni sul veliero, che aveva subito importanti aggiornamenti nel 2016 e nel 2020.