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Kenya, incendio nel dormitorio di una scuola elementare: 17 alunni morti e 27 feriti, sono 70 i dispersi. “È possibile che ci siano altre vittime”

Tragedia nel Kenya centrale. Un incendio è scoppiato in una scuola elementare uccidendo 17 bambini. Altri, gravemente ustionati, sono stati trasportati d’urgenza in ospedale e si teme che il numero delle vittime possa salire ancora. Al momento risultano 27 ustionati gravi e 70 dispersi. Lo riporta la Bbc, citando il vicepresidente del Kenya Rigathi Gachagua che ha incontrato i giornalisti fuori dall’istituto. C’è il rischio che possano essere recuperati altri cadaveri inghiottiti dalle fiamme.

Le fiamme, ha reso noto la polizia, sono divampate attorno a mezzanotte e hanno devastato un dormitorio della Hillside Endarasha Primary School di Kieni che ospitava almeno 150 bambini. Il ministero dell’Istruzione del paese ha riferito che la scuola contava 824 alunni, 402 ragazzi e 422 ragazze. “Noi genitori siamo nel panico”, ha detto all’Afp Timothy Kinuthia, che non sa più nulla del suo ragazzo di 13 anni. “Siamo qui dalle 5 di questa mattina e non ci hanno ancora detto niente”.

“I corpi erano bruciati in modo irriconoscibile ed è probabile che ne vengano recuperati altri una volta che la scena sarà completamente analizzata”, ha detto Resila Onyango, portavoce della polizia. Sul posto, le forze dell’ordine e le squadre di soccorso. Non sono ancora note le cause dell’accaduto.

“Ho dato istruzioni alle autorità competenti di indagare a fondo su questo orribile incidente”, ha scritto in un post X il presidente del paese, William Ruto. Mentre il suo vice Gachagua, ha esortato gli amministratori delle scuole a garantire il rispetto delle linee guida sulla sicurezza raccomandate dal ministero dell’Istruzione per i collegi e ha detto che presto sarà resa pubblica una relazione sulle cause dell’incendio. La Commissione nazionale per l’eguaglianza e i generi ha fatto sapere che le informazioni preliminari descrivono il dormitorio come “sovraffollato, in violazione delle norme di sicurezza” e chiedendo l’apertura di un’inchiesta giudiziaria.