Chiedere la vendita di Chrome a Google segnerebbe un profondo cambiamento da parte dei regolatori Usa, che hanno in gran parte lasciato in pace i giganti della tecnologia da quando non sono riusciti a smembrare Microsoft due decenni fa. Tuttavia, sul dossier, incombe l’imminente cambio di presidenza. Trump si presenta con un approccio molto più morbido e permissivo su queste pratica e sulla regolamentazione antitrust in generale.
Non a caso le vittoria del 5 novembre è stata accompagnata da un forte rialzo delle quotazioni di Alphabet. Il governo ha la possibilità di decidere se una vendita di Chrome sia davvero necessaria in un secondo momento, soprattutto se Google dovesse implementare altre misure che garantiscano una maggiore competitività del mercato.
Possedere il browser web più utilizzato al mondo è la chiave per il gigantesco business pubblicitario on line. Google, insieme a Meta (Facebook, Instagram, Whatsapp) controlla una quota delle inserzioni che si avvicina al 90%. Attraverso le ricerche effettuate è possibile profilare con accuratezza gli utilizzatori e tarare in base alle loro caratteristiche i messaggi pubblicitari, con precisione . Google ha anche utilizzato Chrome per indirizzare gli utenti al suo prodotto AI di punta, Gemini, che ha il potenziale per evolversi da un answer-bot a un assistente che segue gli utenti in giro per il web.
Lee-Anne Mulholland, vicepresidente degli affari normativi di Google, ha affermato che il Dipartimento di Giustizia “continua a promuovere un programma radicale che va ben oltre le questioni prettamente legali del caso in esame”. Ha aggiunto che “il governo, intervenendo in questo modo, danneggerebbe i consumatori, gli sviluppatori e la leadership tecnologica americana proprio quando è fondamentale mantenerla”.
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La Redazione
Roma, 19 nov. - (Adnkronos) - "Grazie all’impegno del nostro Governo, l’Italia ha finalmente messo l’IA al centro della sua agenda politica e strategica". Lo sottolinea Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega a Innovazione tecnologica e transizione digitale, in un messaggio inviato per l'evento 'Trasformazione digitale, dentro l'AI', organizzato dall'Adnkronos. Butti ricorda l'azione "su diversi fronti. Sul piano europeo, l’Italia ha giocato un ruolo fondamentale nell’approvazione dell’AI Act, promuovendo un modello che bilancia l’innovazione tecnologica con la tutela dei diritti umani. Non ci siamo accontentati di regole basate su codici di condotta volontari: abbiamo sostenuto un impianto normativo rigoroso, con sanzioni per garantire trasparenza e responsabilità".
Ma - aggiunge - "l'Italia sta spingendo l’adozione dell’IA nel settore pubblico. Nel Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione (o semplicemente Piano Triennale) di Agid, strumento essenziale per promuovere la trasformazione digitale della PA, è stata inserita per la prima volta un’ampia sezione dedicata all’Intelligenza Artificiale nella PA. Sono già in corso circa 38 progetti di IA nelle pubbliche amministrazioni, e l’obiettivo è raggiungere i 400 progetti entro il 2026. Durante l’ultima ministeriale G7 sull’innovazione, tra le moltissime cose fatte c’è stata anche l’approvazione insieme ai colleghi dell’OCSE di un toolkit per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle pubbliche amministrazioni".
Butti ricorda poi come "un altro passo decisivo è stato l’elaborazione della Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026, sviluppata da un comitato di esperti. Questo piano non solo analizza gli impatti dell’IA, ma definisce una roadmap per il suo sviluppo responsabile e inclusivo, assicurando che questa tecnologia rispecchi i nostri valori e le nostre priorità".
Il sottosegretario sottolinea come "la strategia nazionale include un obiettivo ambizioso (citato nell’azione 1.2 della strategia nazionale IA) di raccogliere 1.500 milioni di euro di fondi per l’IA entro il 2026, posizionando l'Italia in prima linea in Europa per investimenti IA, insieme alla Spagna".
"Sul fronte legislativo, siamo il primo Paese in Europa ad aver approvato un Disegno di Legge sull’Intelligenza Artificiale, già in fase di audizioni in Senato. Questo conferma la nostra volontà di essere leader in questa rivoluzione tecnologica, non solo regolatori".
Butti ricorda come "l’Italia può contare su un patrimonio di ricerca scientifica ampio e solido, con oltre 53 università che offrono corsi specializzati in IA e un dottorato nazionale attivo. Centri di eccellenza, come l’ELLIS di Milano e l’AI4Industry di Torino, promuovono l’innovazione, supportando la formazione delle nuove generazioni di professionisti in IA e consolidando la ricerca sul territorio".
Ma il governo - rivendica il sottosegretario - sta anche "lavorando per attrarre investimenti strategici nelle infrastrutture digitali. Grandi aziende come Microsoft e Amazon Web Services hanno scelto l’Italia per i loro data center, con investimenti complessivi di oltre 5,5 miliardi di euro. Questi data center sono fondamentali per sostenere l’innovazione tecnologica e posizionare il nostro Paese come hub tecnologico di riferimento per l’Europa e oltre".
Roma, 19 nov. (Adnkronos/Labitalia) - "Nell'Ia ci troviamo in una situazione svantaggiata, sia come italiani che come europei. Ormai è un fatto bipolare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale: da una parte c'è il solito Stati Uniti che dominano tecnologicamente lo sviluppo, dall'altra parte ci troviamo chi era abituato e capace soltanto a copiare, ma di fatto sta cavalcando con entusiasmo questa rivoluzione digitale. Quindi parlo dell'Asia, in particolare della Cina. E poi ci troviamo noi a dover capire come, in qualche modo, governare le dinamiche con i due poli e non soltanto con un polo. Perché è vero che oggi il business è, magari, ancora a favore degli Stati Uniti, ma se io guardo gli investimenti in ricerca, se guardo le pubblicazioni fatte sull'intelligenza artificiale generativa, scopro che nelle prime 10 università, 9 sono cinesi e la decima è l'Mit". A dirlo Enrico Pisino, ceo del Competence center nazionale Cim4.0, intervenendo all'evento Adnkronos Q&A, 'Trasformazione digitale, dentro l'Ai'.
"Abbiamo bisogno - avverte - di nuovi leader, di nuovi modelli di leadership, abbiamo bisogno di cambiare radicalmente l'approccio al business e all'organizzazione del mondo del lavoro. Banalmente tutti parlano di grandi vantaggi che ci portiamo a casa con l'intelligenza artificiale in termini di produttività. Ma questo bene come viene redistribuito? Quali sono le regole? E i giovani dove sono? I giovani sono l'elemento importante per approcciare in maniera 'disruptive' questa transizione, questa rivoluzione digitale. I giovani devono essere responsabilizzati non per entrare in azienda e portare la tecnologia, ma per fare anche le scelte, per definire gli sviluppi di un'azienda".
"Se io 20-24 anni fa- commenta - entravo in un'azienda che fabbricava automobili e trovavo, come dire, corridoi e aree piene di tecnigrafi in cui il disegnatore progettava a manina, con la matita, le automobili, oggi gli stessi spazi sono vuoti, perché il knowledge è ovunque. La gente può progettare la carta, l'automobile e i componenti anche al mare. Questo è un dato di fatto. Si sono svuotati i centri tecnici, ma si sono riempiti altri luoghi. E' cambiato completamente il mondo del lavoro. Chi è rimasto al palo sono le piccole e le medie imprese. Le piccole e le medie imprese sono state chiamate dai grossi player a contenere esclusivamente i costi, non a innovarsi, ma a contenere i costi. E quando tu contieni i costi cosa fai? Riduci ai minimi termini il personale, annulli quella che è la salvezza, la formazione continua che dal mio punto di vista deve diventare un diritto del lavoratore, non una buona pratica, un diritto. Chi entra in azienda deve avere il diritto di potersi ammodernare come competenza. Facciamo in modo che le piccole e medie imprese siano supportate non con i tempi della ricerca, ma con i tempi del trasferimento tecnologico. Tempi del trasferimento tecnologico significano settimane, mesi con cui si possono recuperare gap e poi avviare delle procedure che tendono a migliorare il posizionamento di queste piccole e medie imprese".
Roma, 19 nov. (Adnkronos) - "E stato emozionante ascoltare ragazzi di diverse fasce d'età consapevoli che internet sia utilissimo ma che non è a misura di adolescente e bambino. Lamentano essi stessi l'esigenza di auto-regolamentarsi in questo mondo straordinario. Complimenti a Moige per il lavoro importante di sensibilizzazione dei ragazzi".
Lo ha dichiarato la senatrice di Fratelli d'Italia Lavinia Mennuni a margine dell'evento "Giovani ambasciatori in Parlamento", nella sala dei Gruppi della Camera dei Deputati, dove studenti selezionati in tutta Italia hanno condiviso riflessioni su temi come i rischi informatici, il bullismo e il cyberbullismo.
Roma, 19 nov. (Adnkronos) - Il deep fake è il "vero grandissimo pericolo rispetto alla democrazia mondiale, perché si alterano gli equilibri democratici, si altera la capacità del cittadino di formarsi una coscienza civile".
Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega all'informazione e all'editoria, Alberto Barachini, nel corso del convegno 'Trasformazione digitale, dentro l'Ai', organizzato da Adnkronos, ricordando come il governo non solo "si è allineato all'iniziativa europea dell'Ai Act, ma ne ha anticipato i contenuti" con il decreto legislativo approvato nei mesi scorsi dal Cdm e che prevede il reato per l'utilizzo del deep fake.
Roma, 19 nov. (Adnkronos/Labitalia) - "L'Italia vive in un contesto dove il tasso di educazione a livello di paese è sotto la media europea e deve essere accelerato. Bisogna ampliare e dare la possibilità di accessibilità di un'istruzione di qualità a un'audience più vasta possibile". A dirlo Fulvio Peppucci, dg Sole24Ore Formazione, intervenendo all'evento Adnkronos Q&A, 'Trasformazione digitale, dentro l'AI'. "Multiversity, il più grande gruppo di education in Italia, ha di recente innovato - ricorda - la propria piattaforma basata su tecnologia di Open AI e sviluppato con il supporto di Bain & Company, introducendo un formidabile assistente all'apprendimento degli studenti. Per cui tutti gli studenti che seguono i corsi di Italia hanno la possibilità di avere un assistente che garantirà non soltanto la didattica, ma un'interazione in ogni momento per chiedere chiarimenti, approfondimenti, fare dei test, riferimenti del contenuto".
"Sono gli applicatori di formazione - fa notare - che si occupano non soltanto di formazione destinata agli individui, ma anche destinata all'azienda. Con la nostra didattica e lo strumento digitale riusciamo ad erogare un contenuto di qualità sul territorio nazionale".
Fulvio Peppucci ricorda poi che "Industria 5.0 dice che ci deve essere una cooperazione sinergica tra l'individuo e la macchina. Viviamo in un sistema sempre più complesso, sempre più sfidante. Dobbiamo andare a chiedere alle aziende di che cosa hanno bisogno, trasformare in maniera sicuramente attiva le risposte dei programmi informativi, per cui essere straordinariamente pratici. Non dimenticandosi che a fianco a quelle che sono le competenze tecniche dobbiamo comunque far evolvere fortemente anche le competenze degli esseri umani. La trasformazione digitale verrà fatta dagli uomini, da un'organizzazione".
Roma, 19 nov. (Adnkronos/Labitalia) - "La trasformazione digitale dell'azienda ci mette su un percorso molto ambizioso ma sicuramente molto difficile. Questo perché in realtà questa trasformazione ci vede lavorare internamente su tutti i processi, che sono processi di produzione, di ingegneria, ma sono anche di organizzazione, di gestione del lavoro e di tutto quello che è il mondo del business che ruota intorno all'aerospazio, difesa e sicurezza, che sono i nostri domini di interesse". A dirlo Salvatore Scervo, senior vice president Leonardo Innovation Labs & Intellectual Property, intervenendo all'evento Adnkronos Q&A, 'Trasformazione digitale, dentro l'AI'.
"Leonardo - spiega - ha 53.000 dipendenti, mediamente un buon 35% fa ricerca e sviluppo, tutte tecnologie Stem, tutte persone che si devono spostare sulla digitalizzazione, dove digitalizzazione per noi significa sicuramente IA, ma IA che accompagna anche gli altri processi digitali, il digital twin. Cioè l'IA non è solo fine a se stessa, ma è anche digital twin, è anche quantum computing, è anche high performing computing, quindi c'è l'investimento in infrastrutture, perché non c'è investimento in IA, se non c'è un investimento dell'infrastruttura hardware ad alta velocità e altamente performante che l'accompagna".
"Quindi - spiega - significa oggi avviare una grossa azienda come la nostra su un percorso di digitalizzazione, sicuramente complicato, sicuramente difficile, ma sicuramente consistente, proprio perché l'azienda deve sicuramente eliminare i processi che non servono più, mentre quelli che servono si modificano e si migliorano. Dobbiamo avere la possibilità di produrre le cose meglio, quindi migliorarne la qualità, essere più veloci, perché questo significa produttività, produrre prima significa essere in grado di produrre di più". "Le università - ricorda - soprattutto quelle italiane ma anche quelle estere con cui collaboriamo sono sicuramente una fonte di competenze e di risorse preziose che vanno bene molto per la ricerca. Leonardo investe sull'IA e su tutte le altre tecnologie, dai materiali alla robotica ai voli autonomi, e su tutto quello che impatta poi sui domini di business della cyber, dello spazio, della difesa, eccetera, è chiaro che andiamo a investire non le grosse cifre di Google o di Amazon, ma comunque grosse cifre ma selettive per quello che interessa per rendere i nostri sistemi sicuramente migliori e sicuramente più efficaci".
Roma, 19 nov. (Adnkronos Salute) - L'intelligenza artificiale "ha applicazioni nelle diverse branche della radiologia, sempre più si inserisce nell'iter diagnostico e in tutte le applicazioni in cui l'immagine la fa da padrone, insomma l'Ia è entrata prepotentemente nel settore dell'imaging. Quando parliamo di 'immagini', infatti, parliamo di dati. Non sono più solo fotografie, ma contengono dati che si usano per fare diagnostica avanzata, ma anche la predizione futura del rischio. Uno degli aspetti interessanti dell'Ia è come cambia il paradigma che usiamo attualmente nella diagnostica e nell'impostazione della medicina rispetto ai nostri pazienti, un riferimento è la medicina personalizzata". Lo ha spiegato Luca Maria Sconfienza, responsabile dell'Unità operativa di Radiologia diagnostica e interventistica dell'Irccs ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio e professore ordinario di Diagnostica per immagini e Radioterapia dell'università degli Studi di Milano, ospite in collegamento dell'evento 'Trasformazione digitale dentro l'Ai', promosso oggi a Roma dall'Adnkronos.
Quindi l'Ai è entrata nella diagnostica per andare a cambiare "il modo in cui possiamo fare diagnostica - continua Sconfienza - e abbiamo diversi ambiti: uno è sicuramente di confermare o rifiutare un sospetto diagnostico". Lo specialista fa un esempio: "Se un paziente ha avuto un trauma, frattura sì o no? L'Ai applicata all'imaging ortopedico è estremamente frequente e comune. Un lettore esperto - precisa Sconfienza - arriva al 96-97% di accuratezza diagnostica, ma l'algoritmo è utile nei casi sospetti dove la frattura è sottile e tenue: in un centro che fa un alto volume di prestazioni, l'Ai può far aumentare del 2% le diagnosi corrette. Così possiamo impostare un percorso di cura migliore e anche risparmiare risorse - anche economiche - per il paziente".
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