Parigi, 27 mar. (Adnkronos) - I partecipanti al summit sull’Ucraina nutrono “dubbi” rispetto alla volontà della Russia di attuare il cessate il fuoco parziale concordato in Arabia Saudita. A riferirlo sono fonti Ue, al termine del vertice che si è tenuto al palazzo dell'Eliseo a Parigi. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha ribadito che l’approccio dell’Ue è basato sul concetto di pace “attraverso la forza”.
Il summit è stato convocato dal presidente francese Emmanuel Macron, che vuole organizzare, insieme al primo ministro britannico Keir Starmer, una coalizione di Paesi "willing and able", volonterosi e capaci, disposti ad aiutare l'Ucraina in vista di un eventuale cessate il fuoco, che sarebbe il primo dal 24 febbraio 2022, quando la Russia ha invaso il Paese vicino, iniziando a sgretolare l'assetto della sicurezza europea sorto dalle ceneri dell'Unione Sovietica.
Macron ha telefonato al presidente americano Donald Trump ''prima'' del vertice, ha reso noto l'Eliseo. Il colloquio telefonico tra Macron e Trump è avvenuto dopo l'incontro di ieri sera all'Eliseo tra il presidente francese e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Prima del vertice Macron ha inoltre tenuto una breve riunione con Starmer, il segretario generale della Nato Mark Rutte e Zelensky.
L'Europa deve "dimostrare" che "può difendersi", ha dichiarato Zelensky. "L'Europa può difendersi. Dobbiamo dimostrarlo", ha scritto sui social, accompagnando il suo messaggio con la foto di famiglia dei leader presenti a Parigi.
''La Russia è contraria in modo categorico'' all'invio di forze di peacekeeping in Ucraina, ''una sorta di missione per il mantenimento della pace che maschera i piani di Londra e Parigi per un loro intervento militare'', ha dichiarato nel frattempo la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.
Oggi, intorno al tavolo, siedono 31 delegazioni, più delle volte scorse. L'espansione del numero dei 'volonterosi', che dovrebbero costituire una forza di 'réassurance', letteralmente riassicurazione o rassicurazione, testimonia, secondo fonti dell'Eliseo, la volontà dei partner europei e dei loro principali alleati di contribuire a una "soluzione duratura" in Ucraina.
Non c'è la Cina, perché la riunione riguarda i Paesi amici dell'Ucraina: Pechino potrebbe entrare in gioco più avanti, nel quadro di una eventuale missione Onu. Partecipa, invece, la Turchia, anche se non con il presidente Recep Tayyip Erdogan, ma con il suo vice, Cevdet Yilmaz.
C'è l'Italia, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che è stata sempre presente a queste riunioni, sin dall'inizio. Partecipano 23 Paesi dell'Ue, inclusa la Francia, padrona di casa: mancano Malta, Austria (neutrali), più Ungheria e Slovacchia, due Paesi che hanno una visione molto diversa sui rapporti con la Russia rispetto ai partner Ue. Partecipano anche Regno Unito, Ucraina (con il presidente Volodymyr Zelensky), Norvegia, Islanda, i vertici Ue (con Antonio Costa per il Consiglio Europeo e Ursula von der Leyen per la Commissione) e Nato. Canada e Australia mandano i rispettivi ambasciatori in Francia.
Sul tavolo dei leader, hanno spiegato fonti francesi, ci sono quattro punti. Tuttavia, per "molti europei", questa forza di "rassicurazione" necessita di un "backstop", una garanzia, da parte degli Usa, cosa che "il presidente Donald Trump non ha mai escluso". Ciascun Paese, tra i partecipanti al vertice, prenderà parte allo sforzo secondo le proprie possibilità e le proprie scelte. In questo quarto punto è compresa la sicurezza europea in senso stretto, perché la sicurezza dell’Ucraina "implica la sicurezza dell’Europa".
Oggi in Ucraina "è in gioco qualcosa di più grande", appunto la "sicurezza in Europa". E quindi, i leader dovranno discutere di come porsi in futuro nei confronti della Russia, che non nasconde le sue ambizioni revisioniste, contestando l'assetto di sicurezza scaturito nel Vecchio Continente dall'implosione dell'Urss, che il presidente Putin considera la peggiore "catastrofe geopolitica" del XX secolo, alla quale intende rimediare.
Per Parigi infine, e questo punto è probabilmente condiviso da molti nell'Ue, la rimozione delle sanzioni dell'Ue contro la Russia come contropartita di un cessate il fuoco è assolutamente fuori questione. Il punto non è "levare le sanzioni", cosa che "di certo" non accadrà, ma piuttosto di "aggravarle, se la Russia non farà quello che ci si attende da lei", cioè accettare un "cessate il fuoco completo", come chiesto dal presidente Zelensky. Il summit dovrebbe terminare nel primo pomeriggio, con una conferenza stampa del presidente francese Emmanuel Macron, che ieri ha incontrato il presidente ucraino a tu per tu all'Eliseo.