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Chi è la vescova episcopale Mariann Budde, che ha chiesto a Trump di essere “misericordioso” con gay e migranti

Nel 2020 si era già espressa su Trump, esprimendo "orrore e indignazione" per il suo uso strumentale della Bibbia
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Con tono pacato, soave, guardandolo dritto negli occhi, gli ha chiesto di “avere misericordia” per tutte le persone che, ora che si è insediato, “hanno paura”. In particolare per i figli che temono di essere separati dai loro genitori, sprovvisti di documenti; per “bambini gay, lesbiche e transgender in famiglie democratiche, repubblicane e indipendenti, alcuni dei quali temono per le loro vite”. Ma il sermone di Mariann Edgar Budde, vescova della diocesi episcopale di Washington, non è piaciuto a Donald Trump, che ha commentato laconico: “Poteva fare di meglio”. Sui social, invece, la guida spirituale è stata ricoperta da una valanga di commenti di stima, per avere ricordato al capo della Casa Bianca e ai suoi cosa sia il vero spirito cristiano, per avere parlato chiaro davanti al presidente, per non essersi fatta intimidire. Ma c’è anche chi le ha recriminato di esprimere posizioni politiche durante un sermone.

Ma chi è Mariann Edgar Budde? 64 anni, sposata, madre di due figli e nonna, è la prima donna a diventare vescova episcopale della capitale Usa. La sua Chiesa, nata nel 18°secolo, fa parte della Comunione anglicana e negli Stati Uniti conta oltre un milione e mezzo di fedeli. Da sempre attenti ai temi della giustizia sociale e dei diritti civili, gli episcopali si oppongono alla pena di morte. Celebrano matrimoni tra persone dello stesso sesso e ordinano uomini e donne dichiaratamente omosessuali. Budde è stata per vent’anni rettore della St. John’s Episcopal Church di Minneapolis e allieva della University of Rochester, nello stato di New York. È cresciuta tra New Jersey e Colorado ed è un’autrice molto stimata, con opere che si concentrano in particolare su fede, coraggio e pratica spirituale. Già in passato si era espressa chiaramente sull’atteggiamento di Trump: nel 2020, in un articolo pubblicato sul New York Times, si era detta “indignata” e “inorridita” dall’uso della Bibbia da parte del tycoon, allora al suo primo mandato alla Casa Bianca. La teneva in mano, ostentandola nella chiesa di St. John, mentre a pochi passi da lì, a Lafayette Square, aveva ordinato agli agenti di lanciare gas lacrimogeni sui manifestanti, mentre erano in piazza pacificamente sulla scia delle proteste per l’omicidio di George Floyd, l’afroamericano soffocato da 4 agenti a Minneapolis. Per Budde, Trump aveva “usato simboli sacri” mentre “sosteneva posizioni antitetiche alla Bibbia”.

Guardando il presidente negli occhi, la vescova dal pulpito della Cattedrale di Washington gli ha ricordato che l’unità richiede onestà, umiltà e riconoscimento della dignità di tutti gli esseri umani, senza “deridere, sminuire o demonizzare”. Trump ha abbassato lo sguardo, visibilmente infastidito. Il suo vice, Jd Vance, si è girato per guardare la moglie Usha (nata in Usa da genitori indiani, ndr) che, però, ha continuato a restare fissa sulla vescova Budde. “Vi chiedo di avere pietà, signor Presidente”, ha detto, aggiungendo: “Un tempo eravamo tutti stranieri in questa terra”. Gelido anche lo sguardo della first lady Melania Trump, immigrata di successo negli Stati Uniti.

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