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Da Trump i top dei ricchi, a Davos la forbice vertiginosa delle disuguaglianze: da che parte stiamo?

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I miliardari comandano gli Stati Uniti, la Terra. Non si accontentano della Luna: vogliono dominare anche Marte.

Il più fedele socio degli ultraricchi, oggi, è l’ultradestra. Il saluto romano di Elon Musk chiude il cerchio, facendo diventare un meme Guzzanti e i fascisti sul pianeta rosso pianeta bolscevico e traditor. Si è visto plasticamente alla cerimonia inaugurale per Donald Trump alla Rotonda del Campidoglio di Washington: la concentrazione di miliardari presenti valeva un trilione e mezzo, ovvero 1500 miliardi di dollari, in poco più di 1500 metri quadrati. Elon Musk, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Bernard Arnault, il ceo di Google Sundar Pichai. Ma anche tanti miliardari di “seconda fascia”. Una ventina di individui che “conta” quanto 24 milioni di persone comuni.

Nello stesso momento, Oxfam presentava a Davos il suo report sulla disuguaglianza, che fotografa una forbice vertiginosa a livello globale. L’Italia non è in contrasto con questa tendenza. Nel nostro Paese, il 10% più ricco delle famiglie italiane possiede oltre 8 volte la ricchezza della metà più povera: un rapporto pari a 6,3 appena 14 anni fa, alla fine del 2010. Una forbice intollerabile e crescente, in cui le fortune di alcuni corrispondono alle disgrazie di altri. Tra il 30 novembre 2023 e il 30 novembre 2024 la ricchezza dei miliardari italiani è aumentata, in termini reali, di 61,1 miliardi di euro (166 milioni di euro al giorno), fino a un valore complessivo di 272,5 miliardi di euro detenuto da 71 individui. Una somma così alta che potrebbe coprire l’intera superficie della città di Milano con banconote da 10 euro.

L’accumulazione spropositata delle ricchezze nelle mani di pochi non corrisponde a particolari meriti, successi o imprese, bensì in gran parte a rendite di posizione (eredità, monopoli, clientelismo). Secondo Forbes, il 63% della ricchezza dei miliardari italiani è frutto di eredità.

Un altro dato fa riflettere: negli ultimi anni il reddito da lavoro è stato sempre meno in grado di tutelare individui e famiglie dal disagio economico. L’incidenza della povertà individuale tra gli occupati è aumentata tra il 2014 e il 2023 di 2,7 punti percentuali. D’altra parte, il salario medio annuale in termini reali è rimasto pressoché invariato negli ultimi trent’anni. Nonostante tutto ciò, per il Governo ogni misura fiscale che possa aumentare il prelievo sui più ricchi resta un tabù. Così come ogni intervento per alzare i salari. Servono patrimoniale, salario minimo, ritorno di un sostegno al reddito universale, contrasto alla precarietà e al lavoro povero.

Io sono un socialista, ma se fossi un sincero liberale, al giorno d’oggi mi chiederei se il mio posto sia dalla parte di oligarchie miliardarie e destre fascistoidi o del 99% dell’umanità. Di certo, di fronte allo strapotere materiale e politico di una destra miliardaria, la sinistra, il cosiddetto campo giusto, deve smettere di avere paura di dire che bisogna tassare i ricchi, o che costoro non dovrebbero far valere i propri soldi e conflitti d’interesse nell’agone politico.

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