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La Lega ci prova ancora: con un emendamento al Milleproroghe torna a chiedere una nuova rottamazione delle cartelle fino a fine 2023

La novità è che il debito residuo verrebbe spalmato su un massimo di 120 rate mensili. Sempre il Carroccio vorrebbe anche riaprire i termini della rottamazione quater
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La Lega ci riprova di nuovo. Dopo il no al suo emendamento alla legge di Bilancio, che seguiva quello presentato da Forza Italia, ora il Carroccio punta a inserire nel decreto Milleproroghe una nuova rottamazione per le cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione fino al 31 dicembre 2023. A chiederla è un emendamento a prima firma Massimo Garavaglia che estende la Rottamazione quater, relativa ai carichi affidati fino al 30 giugno 2022, ampliandola di un anno e mezzo.

Anche la riedizione consentirebbe di mettersi in regola versando solo le somme dovute a titolo di capitale e quelle maturate a titolo di rimborso spese per procedure esecutive e di notificazione, senza quindi interessi e sanzioni. La novità è che il debito residuo verrebbe spalmato su un massimo di 120 rate mensili: ci vorrebbero dunque fino a 10 anni, contro i cinque (18 rate) previsti come tempo massimo dalla rottamazione quater, perché i contribuenti che aderiscono paghino l’intera cifra dovuta. Come sempre, il risultato sarebbe una perdita netta per l’erario. La proposta ricalca un progetto di legge ad hoc presentato da Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera.

Sempre la Lega vorrebbe anche riaprire i termini della rottamazione quater consentendo di aderire entro il 30 aprile 2025 e versare le prima o unica rata entro il 31 luglio 2025. E torna anche sul tema della tassazione sulle plusvalenze da criptovalute chiedendo di rinviare di un anno, dal 2026 al 2027, l’aumento dal 26 al 33% previsto in manovra.

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