Durissimo scontro a Otto e mezzo (La7) tra Pier Luigi Bersani e l’inviato del Giornale, Stefano Zurlo, sul fascicolo aperto dalla procura di Roma nei confronti di Giorgia Meloni. Zurlo, che attribuisce la vicenda a “uno scontro tra poteri”, dissente dal precedente intervento di Bersani: “La storia dell'”atto dovuto” ormai la conosciamo da 30 anni. Siamo sempre con questi atti dovuti, ma è chiaro che il magistrato ha fatto prima una valutazione preliminare, stabilendo se la denuncia sta o meno in piedi”.
“No”, ripetono all’unisono Bersani e la giornalista del Sole 24 Ore Lina Palmerini.

L’ex leader del Pd sottolinea: “Sono stato ministro, l’ho vissuta anche io quella cosa lì e conosco come funziona la pratica quando va al Tribunale dei ministri. Una procura non può né indagare, né guardare la denuncia, né decidere, ma deve mandarla al Tribunale dei ministri e informare gli aventi causa“.
“La procura fa una prima valutazione per vedere se è reato o no – ribadisce Zurlo – L’espressione ‘omessa ogni indagine’ non vuol dire che sia un atto dovuto, perché l’atto dovuto spesso è una parola ipocrita”.
“Non è così – replica Bersani – La frase ‘omessa ogni indagine’ vuol dire che non puoi valutare la denuncia, ma devi trasmetterla al Tribunale dei ministri. Io però vorrei sapere un tuo parere: come giudichi un presidente del Consiglio che si rivolge agli italiani, sventolando un foglio e dicendo che è un avviso di garanzia ma non è vero? Me lo commenti? Che cosa ti sembra? Che effetto ti fa?”.

“Va bene, non è un avviso di garanzia perché non esiste più – risponde Zurlo – Ma sei d’accordo che è una comunicazione giudiziaria? Non è che l’hanno invitata a un convegno”.
L’ex ministro ribadisce che i magistrati sono obbligati a rispettare le leggi costituzionali e aggiunge: “Zurlo, qua in Italia non siamo mica il parco buoi che devono bersi tutto, eh? Quindi, consigliate alla Meloni di stare calma. Dovete smettere di falsificare la realtà. Ma ragazzi, quando ero ministro, poteva arrivare anche una denuncia per stupro”.
“Sì, casualmente arriva una denuncia, casualmente arriva la procura”, obietta la firma del Giornale.
“Eh, casualmente – ironizza Bersani – È stato Prodi“.

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