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Terra dei fuochi resta una guerra vera: il buonsenso sembra sparito dalle scelte gestionali

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Non fa certo bene alla causa ambientalista scoprire che per contrastare le lobby industriali che ci stanno portando al suicidio con la crisi climatica globale sono stati usati gli stessi metodi lobbistici e non certo la semplice per quanto faticosa dimostrazione delle proprie ragioni tramite una rigorosa analisi dei dati già esistenti con conclusioni di semplice buon senso. “Il buon senso è sintesi, faticosa sintesi di una molteplicità di informazioni: e la fatica della sintesi è quella che oggi si desidera fuggire!” scriveva Benedetto Croce.

Da oltre dieci anni questo blog, grazie al preziosissimo spazio di libertà concesso da Il Fatto Quotidiano, semplicemente riportando i dati ufficiali ma letti con competenza e semplice buon senso, evidenzia gli eccezionali paradossi e le contraddizioni suicide della comunicazione istituzionale in Campania. Per comprendere la entità della guerra vera che stiamo combattendo in Terra dei Fuochi è sufficiente semplicemente compararli con le macerie di Gaza: a fronte della produzione di 40-50 milioni di tonnellate di macerie a Gaza negli ultimi 15 mesi va segnalato che nel solo anno 2022 abbiamo prodotto una stima di non meno di 40 milioni di tonnellate di soli rifiuti speciali in regime di evasione fiscale che sono stati smaltiti in modo illecito uccidendo cittadini in tutta Italia.

Come conseguenza del superbonus in edilizia è stato dichiarato in un solo anno (Ispra 2022) un incremento di ben 18 milioni di tonnellate (oltre 1.5 solo in Campania) di rifiuti provenienti dell’edilizia. Ogni anno e da almeno 30 anni alla cifra ufficiale sottostimata vanno quindi aggiunti non meno di 30 milioni di tonnellate l’anno di soli rifiuti speciali prodotti in regime di evasione fiscale (non solo dall’edilizia) e quindi da smaltire obbligatoriamente in modo illegale, con danno certo alla salute pubblica.
Ogni anno da almeno 30 anni, non soltanto in 15 mesi di guerra. Di questa cifra nazionale che appare comunque eccezionale non meno di 2.5 milioni/anno sono soltanto campani, con il micidiale amianto a zero tonnellate legalmente dichiarate, smaltito quindi pressoché tutto illecitamente in Campania.

Soltanto l’impegno continuo, costante, di tutte le forze dell’Ordine e dei Prefetti, di cui solo in Campania ne esiste uno dedicato esclusivamente al contrasto ai roghi tossici in Terra dei Fuochi, sta contenendo il disastro ambientale e quindi anche il danno sanitario.

Rendere pubblico e con orgoglio che, “limitando” i sorvoli in pieno centro cittadino a Napoli a soli 82.500 l’anno, con atterraggi e decolli a 300 metri dai terrazzi di alcuni tra i più importanti Musei del mondo specie per la nostra storia romana come il Museo di Capodimonte ed il Man, definito da Alberto Angela “il più bel Museo del mondo”, significa certificare automaticamente che, per puro interesse di lobby non certo a tutela del patrimonio pubblico dello Stato e tantomeno della salute pubblica, sono autorizzati ad emettere polveri sottili assassine non meno di 82.5 milioni di auto diesel equivalenti sulle teste dei napoletani residenti ed a 300 metri dai più importanti capolavori in possesso del mondo intero, ad una distanza tale da rappresentare un continuo e non tollerabile rischio incidenti o attentati: immaginate se un simile traffico aereo fosse consentito a 300 metri dai tetti del Louvre! Il tutto pur avendo a disposizione e già pronto ma non adeguatamente sviluppato un aeroporto tra i più grandi di Europa (in zona certamente più sicura!) come Grazzanise (provincia di Caserta).

Ancora, il 20 gennaio 2025 l’Agenzia Europea per l’Ambiente ha fornito i dati ufficiali dei morti attribuibili all’esposizione al solo PM2,5 nel 2022 nelle regioni Ue: in Campania nel solo 2022 si dichiarano 4182 morti per solo pm 2.5 su base regionale. Quindi per gli ultimi dieci anni su base regionale non meno di 42mila morti. Tale specifico inquinamento non è certo omogeneo in tutto il territorio regionale ma si concentra nelle sole Province di Caserta e Napoli, e, all’interno di quest’ultima, in gran parte nel nolano e soprattutto ad Acerra, dove dal 2009 opera il più grande inceneritore di Italia, che in un solo punto (Acerra) incenerisce e produce pm 2.5 almeno quanto 9 inceneritori medi italiani.

Lo scorso 17 gennaio 2025 per la nona volta in sei mesi siamo stati convocati dai Prefetti Di Bari e Silvestro ad Ercolano per fare il punto della situazione nel contrasto ai roghi tossici.

Con grande e giustificato orgoglio il Prefetto Michele Di Bari ha sottolineato la significativa riduzione dei roghi del 10% rispetto all’anno precedente, ma tutti i numeri elencati dalla Prefettura non rendono bene l’idea della gravità della guerra in corso (e da 30 anni!) in Terra dei Fuochi. Soltanto l’eccezionale e straordinario impegno delle Forze dell’ordine e dei Prefetti sta evitando il peggio. Non bastano gli Eserciti se non c’è a monte un Buon Governo ed una Economia Responsabile e soprattutto Etica per riconquistare la Pace anche in Terra dei Fuochi.

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