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Gas al di sopra dei 52 euro al megawattora con il deciso calo delle scorte europee

Il livello di riempimento medio nell'Ue è sceso al 55%. L'Italia rimane sopra la media (64%) e, di poco, anche la Germania (57%). Situazione più difficile in Olanda (34%) e Belgio (44%) 
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Continua la corsa del gas con quotazione che hanno ormai superato i 52 euro al megawattora sul mercato di Amsterdam, riferimento per gli scambi europei. Le scorte stanno scendendo più rapidamente delle attese, ciò non pone problemi nell’immediato ma lascia prevedere che il ripristino degli stoccaggi farà salire più delle attese la domanda dei prossimi mesi. Il livello di riempimento medio nell’Ue è sceso al 55%. L’Italia rimane sopra la media (64%) e, di poco, anche la Germania (57%). Situazione più difficile in Olanda (34%) e Belgio (44%)

Il valore delle quotazioni raggiunto oggi è il più alto da oltre un anno e più che doppio rispetto alla media storica precedente all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia con conseguente riduzione dei flussi via gasdotto. Da allora l’Europa continua a trovarsi in una situazione di crisi energetica che pesa sulle tasche delle famiglie e sulla loro capacità di consumo, oltre che sulla competitività delle aziende.

Il gas russo che non arriva più dalle condotte è stato compensato prevalentemente con gnl, il gas liquefatto spedito via nave comprato soprattutto da Stati Uniti, Qatar e dalla stessa Russia. Il gnl, però, costa di più e fa si che il mercato europeo sia più strettamente collegato a quello internazionale, nel bene e nel male. I gasdotti sono fissi, le navi si spostano dove la domanda è maggiore e i prezzi che i compratori sono di disposti a pagare più alti.

Il rigassificatore di Livorno è quello con i costi più alti d’Europa, seguito da diversi terminali tedeschi. Proprio la Germania, che sulla possibilità di approvvigionarsi dalla Russia di gas a basso costo aveva impostato un modello economici, è uno dei paesi che più sta soffrendo questa situazione.

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