Sulla nota piattaforma social, gli adolescenti si sfidano a colpi di farmaci: vince chi riesce ad assumere così tanto paracetamolo da fare il ricovero più lungo in ospedale. Già osservato nel 2023, il trend proviene dagli Usa, dove già un bambino di 11 anni è morto in questa folle gara. Ed è purtroppo una tendenza in crescita, che ha costretto le autorità sanitarie belghe a intervenire per allertare i genitori, gli operatori sanitari e le scuole dell’elevato rischio di questa sfida. Giovedì anche i cantoni francofoni svizzeri, pur in assenza di casi locali, hanno allertato la popolazione a proposito di questa pratica e invitato i farmacisti a essere vigili quando il prodotto viene richiesto dai giovani. Perché le conseguenze di un sovradosaggio sono molto pesanti.
Rischio di danni permanenti
“Questi giovani si stanno impegnando in un’assurda competizione, nonostante il fatto che un’overdose ponga un rischio mortale”, avverte un portavoce del Centro controlli veleni belga, mentre un parlamentare vallone, l’epidemiologo Yves Coppetier, ha pubblicato su Facebook un video del suo intervento in parlamento, durante il quale avverte che a un bambino bastano 150 mg/kg di paracetamolo per arrivare al sovradosaggio e al conseguente rischio di “lesioni irreversibili a livello cerebrale, a livello renale, acuta epatotossicità e mortalità”.
L’organo in prima linea è il fegato, che rischia danni permanenti, se non addirittura di dover essere trapiantato. Intervistato dal settimanale francese Le Point, il farmacologo Mathieu Molimard del Centro Ospedaliero Universitario di Bordeaux avverte che pur senza assumere la dose letale, l’adolescente rischia comunque danni irreversibili. Il fegato è capace di rigenerarsi, ma se è troppo danneggiato non può farcela. “Se si è fortunati, si riceve un trapianto di fegato e ci si ritrova malati cronici, con immunosoppressori a vita – sempre che arrivi un fegato a salvarci. Altrimenti, si passa un mese in rianimazione prima di morire”. Potrà sembrare un concetto espresso in modo piuttosto crudo, ma purtroppo le cose stanno davvero così, anche perché i sintomi non sono sempre rivelatori, e intanto i danni al fegato aumentano.
I sintomi dell’avvelenamento
I segni del sovradosaggio dipendono dalla dose. Spesso, in un primo momento sono lievi o aspecifici: nausea, vomito, dolori addominali. Dopo 2-3 giorni ci sono già i danni epatici; al 3°-4° giorno il vomito peggiora, occhi e pelle ingialliscono. Possono subentrare anche pancreatite e insufficienza renale. Al primo sintomo sospetto è bene quindi cercare urgentemente cure mediche: se presa per tempo, l’intossicazione può infatti essere curata. Ma non è certo il caso di rischiare, per una sfida assurda o semplicemente perché si sottovalutano (o ignorano) i rischi di un’intossicazione da paracetomolo. Trattandosi di un farmaco diffuso e popolare, comunemente usato in caso di febbre o dolori di varia natura, non è difficile abbassare la guardia.
Frequenti intossicazioni
Il dott. Gerlant Van Berlaer, medico di emergenza a Bruxelles, che si occupa anche del reparto di cure intensive pediatriche, avverte che il paracetamolo rientra in una delle prime dieci cause di ricoveri di bambini in rianimazione. Ma il problema riguarda tutte le fasce di età e tutto il mondo. “L’intossicazione da paracetamolo rappresenta una delle principali cause di avvelenamento farmaceutico a livello mondiale, e allo stesso modo in Italia”, riporta il sito di Italia Emergenza. Secondo il Sistema Nazionale di Allerta Precoce (SNAP), le intossicazioni da paracetamolo negli adulti e nei giovani sono tra le più frequenti – e gli studi indicano che sono pure in crescita. Del resto, non è poi così difficile fare un sovradosaggio, visto che il principio attivo può essere contenuto in farmaci diversi. Ed è tanto più facile esagerare – ma in questo caso perfino volontariamente – se un giovane si lascia coinvolgere in questa assurda sfida su TikTok, che non è certo la prima: lo dimostrano “illustri” precedenti, del tipo mangiare la patatina più piccante del mondo o procurarsi cicatrici sul viso. Ma purtroppo non sarà neanche l’ultima.