Un Bruno Vespa infervorato difende il governo Meloni. Il giornalista, con sguardo fisso in camera e voce alta, scende in campo per giustificare l’operato dell’esecutivo sul caso del carceriere Nijeem Osama Almasri, arrestato e subito liberato dalle autorità italiane per poi essere riportato in Libia su un volo di Stato.
A “Cinque minuti“, il talk show in onda alle 20.30 su Rai1, va in onda il confronto tra Angelo Bonelli e Francesco Paolo Sisto. Il portavoce dei Verdi mostra le foto di alcune vittime di tortura e attacca la premier per la scelta di “difendersi sui social, senza presentarsi invece al Parlamento”. Il viceministro della Giustizia, in quota Forza Italia, ribadisce la posizione già espressa da Meloni per cui l’atto del procuratore Lo Voi “era voluto non dovuto“.
Il clima si fa rovente, la dialettica è accesa e le voci si sovrappongono. A sbottare è Bruno Vespa sul finale, prende la parola e alza il tono dello scontro (qui il video): “Quello che i signori dietro la luce rossa non sanno – dice il giornalista rivolgendosi direttamente agli spettatori – ma che i parlamentari avvertiti, di tutti i partiti, sanno è che in ogni Stato si fanno delle cose sporchissime anche trattando con i torturatori per la sicurezza nazionale”.
La voce si alza ancora, l’irritazione non viene nascosta: “Questo avviene in tutti gli Stati del mondo”. Titoli di coda e linea ad “Affari Tuoi”. La striscia informativa ogni sera è vista da circa cinque milioni di telespettatori ( ieri erano 4.771.000 gli italiani sintonizzati su Rai1), numeri record favoriti da una collocazione blindata in palinsesto: a panino tra il Tg1 delle 20 e il game show condotto da Stefano De Martino.
“L’arringa di Bruno Vespa sugli Stati che fanno cose sporchissime per la sicurezza nazionale non può essere il tratto che identifica l’approfondimento giornalistico di Raiuno. Cosi non è informazione ma propaganda che sa di regime“, si legge nel comunicato diramato da Usigrai. E ancora: “Dalla Rai e dalle Redazione di Tg, Gr e Programmi deve arrivare ai cittadini una informazione completa e chiara sulle modalità e le responsabilità che ruotano intorno ai fatti. Le chiose di Vespa o i servizi che mettono in relazione fatti diversi non spiegano cosa sia accaduto, ma alimentano solo speculazioni che non fanno bene all’informazione di servizio pubblico e alla Rai”.