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Ultimo aggiornamento: 18:46 del 11 Febbraio

Osnato (FdI): “Santanchè può restare ministra fino alla condanna in terzo grado”. Pd e M5s: “L’hanno già scaricata, situazione surreale”

"Giorgia Meloni prima o poi dovrà risponderci" dicono Pd e M5s. Ma FdI difende la ministra del Turismo: "Deciderà lei cosa fare" [Video]
Osnato (Fdi): "Per me Santanchè può restare ministro fino a condanna in terzo grado"
di Manolo Lanaro
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Questa mattina il direttore de il Fatto Quotidiano Marco Travaglio, attraverso il suo editoriale si chiedeva quale fosse “l’asticella” per Fratelli d’Italia sul caso del ministro Daniela Santanché. La risposta la fornisce Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze di Montecitorio. “Un rinvio a giudizio non è una condanna in terzo grado, se dobbiamo mettere un’asticella, in punta di diritto, è quella della condanna”. Ieri il sostegno alla ministra di Fratelli d’Italia si è concretizzata attraverso i banchi dell’Aula della Camera dei Deputati totalmente vuoti di Forza Italia e Lega e con soli 13 deputati presenti del partito di Giorgia Meloni durante la discussione della mozione di sfiducia presentata da M5S, Pd e AVS. “Era solo la discussione generale” è la motivazione fornita da Ylenja Lucarelli. Secondo la quale se dimettersi o no lo “deciderà il ministro Santanché secondo la propria coscienza”. Affermazione che fa dire a Toni Ricciardi del Partito democratico che “quando si dice ‘deciderà lei’ significa che l’hanno già scaricata”. Le assenze nei banchi della maggioranza, sono anche state giustificate come atto per non dare importanza alla mozione di sfiducia. “La toppa è peggio del buco. Meloni dovrà prima o poi risponderci sul perché c’è stata una certa celerità dove nemmeno era intervenuta su Sangiuliano e su Santanché, invece, non accade nulla”. Per Vittoria Baldino, che ieri ha illustrato la mozione di sfiducia nei confronti della ministra del Turismo, “è surreale che si debba ancora discutere se Santanchè debba o meno rimanere ministra. Loro sono in evidente difficoltà, la ministra evidentemente ha degli sponsor influenti e potenti all’interno della maggioranza e noi abbiamo paventato in Aula un’ipotesi di ricatto politico interno alla presidente Meloni”. E sulla mozione di sfiducia, atto criticato da Carlo Calenda, come strumento che ricompatta la maggioranza, Baldino replica: “Allora dovremmo disertare il Parlamento seguendo questa logica, visto che la maggioranza ha i numeri per approvare quello che vuole”.

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