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Brignone superlativa, vince l’oro in gigante ai Mondiali di Saalbach: distacco d’altri tempi alle avversarie. Fuori Goggia e Bassino

La campionessa valdostana ha sciato come una marziana: distacchi abissali per le avversarie. È oro in Austria
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È una Federica Brignone in versione marziana quella scesa sulle nevi (primaverili) di Salbaach. La fuoriclasse valdostana, classe ’90, ha vinto l’oro nello slalom gigante ai Mondiali, infliggendo distacchi d’altri tempi alle avversarie. Miglior tempo sia nella prima manche sia nella seconda, quando prima di lei la neozelandese Alice Robinson, che accusava 67 centesimi di ritardo dopo la prima prova, aveva fatto tremare i tifosi azzurri con una prestazione vicina alla perfezione. Ma Brignone ha fatto ancora meglio, rifilandole 90 centesimi, e sciando come solo lei sa fare. Terza la statunitense Paula Moltzan a ben 2.62. Fuori dal podio, per appena un centesimo, la novergese Thea Louise Stjernesund.

La campionessa di La Salle ha spianato le insidie della pista con la sua classe, danzando sulla neve – trattata col sale per via delle alte temperature – con le pieghe che contraddistinguono la sua sciata. “Ho realizzato il sogno della mia vita” ha detto. “Raggiungere un risultato del genere, con tutti gli occhi puntati è davvero difficile, e io oggi sono davvero soddisfatta”. Aggiorna così il suo bottino personale ai Campionati mondiali dopo il prezioso argento di una settimana fa nel super-g (con una prova fantastica, superata solo dalla miglior gara della vita di Stephanie Venier). In bacheca c’è anche l’argento nel gigante e l’oro nella combinata di Courchevel, nel ’23, e ancora l’argento nel gigante dell’11 a Garmisch-Partenkirchen. L’oro odierno arriva 28 anni dopo quello di Deborah Compagnoni. Per la vice-brigadiera dell’Arma dei carabinieri anche tre medaglie olimpiche: il bronzo a Pyeongchang in slalom gigante, e l’argento e il bronzo a Pechino, rispettivamente in slalom gigante e in combinata.

Prima manche già superlativa per la valdostana, tanto da risultare inarrivabile per le altre, salvo la neozelandese Robinson, staccata di 67 centesimi. Per le avversarie, distacchi d’altri tempi a più di un secondo. Decisamente diverso l’epilogo per Sofia Goggia, caduta dopo soli 30 secondi di gara della prima manche. La bergamasca è andata in rotazione, poi ha perso l’equilibrio ed è caduta all’indietro: “Sono entrata un po’ lunga in una curva, mi si è piantato il bastone e si è girato – ha spiegato – Finisco in situazioni tragicomiche che sono inspiegabili. Bisogna guardare avanti sempre e comunque, ma è chiaro che butto via troppe gare”. Fuori anche Marta Bassino.

Brignone è anche in testa nella classifica generale di Coppa del Mondo, che punta a vincere dopo l’affermazione del 2020. Per le Olimpiadi di Milano-Cortina, sarà la punta di diamante del movimento azzurro.

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