Sente gli insulti alla moglie di un compagno e decide di vendicarsi: si toglie la scarpa e cerca di colpire il colpevole – Domeniche bestiali

Sacro e profano è un concetto che trova perfetta applicazione nelle Domeniche Bestiali, dove ci sono presidi intoccabili da difendere in ogni modo e altri, che altrove si ammantano di sacralità, che invece nei campi di provincia e nelle domeniche a pane e mortadella possono essere sacrificabili. È sacra la famiglia, ad esempio: non si scherza sulle mogli, e guai se una mamma vede che il figlioletto sta prendendo freddo. Si può passare sopra l’amicizia invece, anche fisicamente, così come non c’è alcuna attenzione per le location: come il meme di quel bimbo alla lavagna all’interrogazione di geografia, che prima indica perfettamente una nazione, poi un’altra, poi si mette la mano sul cuore, perché è lì che sono le domeniche bestiali.
HOOLIGANS Sì, MA SENZA PRENDERE FREDDO
“Mama I’m a criminal” recitava una canzone della colonna sonora di un film sugli ultras. “Va bene, va bene ma non prendere freddo”, avrà risposto al figlio una mamma sugli spalti di una gara dell’Oberhausen, quarta serie del calcio tedesco. Agghindato con passamontagna molto alla Ivan Bogdanov, infatti, il figlioletto è stato ripreso dalla mamma, visto che lasciava scoperto qualche centimetro di pelle di troppo e la giornata era assai fredda in Renania.
AMICI AMICI…
La Terza Categoria è un ambiente particolare: devi guardarti un po’ da tutto. Dai campacci sconnessi che rischiano di porre fine alle ingloriose carriere di chi li percorre in lungo e largo (buche e collinette comprese), avversari e pure compagni. In Emilia infatti Meite Adama Zito del Milan Club Parma è stato squalificato per tre giornate perché “prima di uscire dal terreno di gioco per la sostituzione colpiva violentemente con un pugno alla spalla il suo compagno di squadra Asemota Osayi Kerry che non reagiva. L’atto violento non produceva danni fisici”.
NON METTIAMO LE MOGLI IN MEZZO
Come detto, la famiglia è sacra nelle domeniche bestiali, mogli incluse. Insultarsi tra calciatori, dirigenti, allenatori, tifosi, va bene: ma le mogli no. Lo dimostra la squalifica comminata a Micheal Curatolo del Ceversama Biella, Promozione Piemonte, per difendere l’onta subita da un compagno: “Espulso per aver rivolto gravi e pesanti minacce ad un giocatore avversario, reo di aver insultato un compagno di squadra e la moglie di questi, accompagnando le intimidazioni con il lancio di una scarpa, senza colpire nessuno”.
HALL IN
La sala da pranzo dell’hotel, di quei begli hotel tutti moquette e tende di tessuti rigorosamente pesantissimi: ecco, immaginatela allestita con i conetti per l’allenamento e con gente che corre, fa le ripetute e si scambia il pallone: accade in Turchia, con una squadra delle serie minori, il Kilisspor che evidentemente impossibilitata a fare la rifinitura fuori ha deciso di farla comunque, dentro l’hotel. Chissà che qualcuno non abbia deciso di fare anche il servizio in camera.