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Aumento delle spese militari, Vannacci: “Va motivato. Perché con la sanità e la scuola in difficoltà usiamo altri miliardi per la Difesa?”

Il generale ed eurodeputato della Lega: "Già ora l'Ue spende 314 miliardi, la Russia 140. Perché dovremmo raddoppiare o triplicare?"
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Non tutti in maggioranza sono entusiasti all’idea – confermata ieri da Ursula von der Leyen e più volte auspicata da Guido Crosetto – che i Paesi Ue possano investire miliardi in più per la Difesa in deroga ai rigidissimi paletti del Patto di Stabilità. In particolare, già poche ore dopo l’annuncio della presidente della Commissione europea i primi distinguo arrivano dalla Lega, che peraltro pure sulla guerra in Ucraina ha avuto più volte posizioni diverse rispetto agli alleati, soprattutto al Parlamento europeo.

Adesso a smarcarsi è Roberto Vannacci, generale e eurodeputato: “Io non sono contrario in assoluto a un aumento di spese militari – spiega al Fatto –. Vorrei però che fossero motivate da qualcosa, che ci fosse una giustificazione. Perché devo spendere qualche miliardo in più?”. La domanda sembra retorica: “Assumiamo che dovremo proteggerci dal nemico e che il nemico sarà la Russia? Stando a quanto sta succedendo, ci sono buoni motivi per pensare che la pace si stia avvicinando. Ma se anche la Russia dovesse continuare a essere il nemico dell’Europa, l’Ue già adesso spende 314 miliardi in Difesa, mentre Mosca, in una situazione di economia di guerra, arriva a 140 miliardi. Perché dovremmo raddoppiare o triplicare? E se anche la Russia attaccasse un Paese Nato, si dovrebbero muovere pure gli Stati Uniti”.

C’è poi, secondo Vannacci, un tema di pragmatismo: “Negli ultimi anni le politiche scellerate su Green Deal e sanzioni alla Russia hanno fatto schizzare il prezzo dell’energia e delle materie prime. Non conviene, invece che aumentare le spese militari, ridurre queste spese? Se la guerra si ferma e torniamo a comprare gas da chi ce lo vendeva, otteniamo subito enormi benefici”. Ergo: “Per me non ci sono motivazioni esplicite per continuare a credere a questa balla per cui dobbiamo necessariamente incrementare le spese militari. Anche perché sarebbe difficile spiegare ai cittadini che mentre sanità e scuola sono in difficoltà noi spendiamo miliardi in più delle loro tasse per l’industria della Difesa, per la gioia di quei colossi della finanza che hanno grandi interessi nel settore”.

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