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L’ombra dell’IA sulle auto elettriche e il problema della gestione dei dati raccolti

L'introduzione dell'intelligenza artificiale sui modelli a batteria potrebbe creare problemi di privacy e vulnerabilità informatiche. Il caso BYD
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L’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle auto elettriche sta rivoluzionando il settore della mobilità, ma solleva anche interrogativi cruciali sulla sicurezza. Il recente annuncio di BYD, colosso cinese dell’auto elettrica, sull’implementazione della tecnologia DeepSeek nei propri software ha riacceso il dibattito in Europa: chi controlla i dati generati da questi veicoli e in che mani finiscono?

Negli ultimi anni, autorevoli testate internazionali come Financial Times (articolo del 15 gennaio 2024), BBC (report del 7 dicembre 2023), Reuters e Le Monde hanno acceso i riflettori su un possibile rischio che i dati raccolti dai veicoli cinesi possano finire nelle mani sbagliate. Secondo il Financial Times, alcuni funzionari europei temono che questi dati vengano indirizzati nel Paese del Dragone senza controlli adeguati, alimentando sospetti su spionaggio industriale e vulnerabilità informatiche.

Nel 2023, Berlino ha iniziato a valutare restrizioni ai veicoli con intelligenza artificiale cinese, temendo ripercussioni sulla sicurezza nazionale. Anche Parigi e Londra hanno avviato indagini su possibili rischi per la privacy. Un’inchiesta di Le Monde del 2 febbraio 2024 ha rivelato che il governo francese sta monitorando le case automobilistiche BYD e Nio per verificare l’uso delle informazioni raccolte.

Ma quali, di queste informazioni, vengono realmente immagazzinate? Sensori avanzati, telecamere e machine learning permettono alle auto di raccogliere dati su abitudini di guida, geolocalizzazione e persino registrazioni ambientali. Il New York Times (articolo del 10 novembre 2023) ha sottolineato come questi dati potrebbero essere utilizzati per scopi non dichiarati, alimentando le preoccupazioni dei governi occidentali.

L’Unione Europea ha inasprito le norme sulla protezione dei dati, obbligando le case automobilistiche a garantire maggiore trasparenza. Tuttavia, come riportato dal Guardian in un’inchiesta del 28 settembre 2023, la crescente diffusione delle auto cinesi rende complesso il controllo.

Il problema non è solo del mondo dell’automotive. Apple e Google hanno rimosso dai loro marketplace alcune applicazioni di IA sviluppate in Cina per motivi di sicurezza. Se un giorno le stesse restrizioni venissero applicate ai software delle auto elettriche, si aprirebbe un nuovo fronte di scontro tra Occidente e Cina.

Nel frattempo, il colosso BYD prosegue la sua espansione nel vecchio continente. Ma il vero interrogativo resta: chi gestisce i dati raccolti e quali garanzie esistono sulla loro protezione? La sicurezza digitale è diventata uno dei temi centrali nel dibattito europeo. Il caso BYD è solo l’inizio di una questione più ampia che nei prossimi anni potrebbe ridefinire il rapporto tra tecnologia, privacy e geopolitica.

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