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‘Ndrangheta e criminalità cinese, i rapporti si consolidano e non è più solo una sensazione

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di David Gentili e Ilaria Ramoni

Proprio nei primi giorni di febbraio lo Scico, il Reparto della Guardia di Finanza contro la criminalità organizzata, in collaborazione con il Nucleo tributario di Brescia, ha smantellato una rete illegale legata alla ’ndrangheta e ad alcune società cinesi, svelando una frode da 365 milioni di euro in fatture false e arrestando 12 persone. L’operazione, denominata in modo evocativo, Torre di contanti, non svela nulla di nuovo sulle modalità con cui oramai la ‘ndrangheta ricicla e fa soldi, ma risulta particolarmente interessante perché nel sodalizio criminali ci sono anche soggetti cinesi.

Lo schema è sempre lo stesso. Società cartiere, questa volta con base a Brescia, riconducibili a uomini legati alla ‘ndrangheta con il solito sistema delle false fatturazioni reciproche per prestazioni inesistenti, provvedevano a bonificare gli importi ricevuti ad altre società del sodalizio ma, questa volta, con base nella Repubblica popolare cinese. I cittadini cinesi, ma di stanza nella ormai famosa e modaiola Chinatown milanese, provvedevano poi a far rientrare le somme in Italia e a distribuirle fra i vari consociati.

Non è la prima volta che accade nei tempi recenti.

Già nel 2023 la Gdf di Bologna, sempre di concerto con il proprio reparto specializzato in criminalità organizzata, aveva svelato un fitto rapporto tra ‘ndrangheta e criminalità cinese finalizzato al riciclaggio dei proventi del narcotraffico. In tempi oramai lontani, analisti e studiosi avevano già lanciato l’allarme, spesso inascoltato, sull’organizzazione criminale cinese che sempre di più aveva ricalcato modalità di organizzazione familistiche e impenetrabili del tutto assimilabili a quelle della nostra ‘ndrangheta.

Il Procuratore di Milano, Marcello Viola, lo scorso 11 febbraio in Consiglio Comunale a Milano avvalora questa che, quindi, oramai è molto più di una mera sensazione.

Viola descrive una nuova mafia silente e mercatista che si è internazionalizzata e globalizzata. Altamente specializzata in tema di riciclaggio, soprattutto dei proventi del narcotraffico, che rimane attività principale, adottando metodi di tale raffinatezza e complessità da rendere difficili le ricostruzioni attraverso le indagini. La ‘ndrangheta, ha sottolineato, ha accentuato la sua vocazione imprenditoriale a tal punto che si è reso necessario che la DDA milanese si occupi anche di tutta una serie di reati finanziari caratterizzati dall’aggravante dell’agevolazione mafiosa.

In Lombardia, sottolinea sempre Viola, agiscono sia tutte le mafie italiane, in primis la ‘ndrangheta, sia quelle comunemente definite nuove mafie, intendendosi quelle composte principalmente da stranieri, con metodi del tutto assimilabili a quelli delle organizzazioni criminali di tipo mafioso. Quella cinese viene citata esplicitamente.

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