Il mondo FQ

Pnrr, in bilico l’obiettivo dei 60mila posti negli studentati universitari. Governo verso una modifica dei criteri di rendicontazione

Al momento i posti finanziabili si fermano a meno di 23mila. A inizio febbraio per rendere più appetibile la partecipazione al bando è stato eliminato il target del 70% di posti singoli
Commenti
Nella nuova rimodulazione del Recovery plan il governo intende rivedere in qualche modo al ribasso, come si ipotizzava già dallo scorso autunno, l’obiettivo di creare entro il giugno 2026 60mila posti letto negli studentati. Secondo Repubblica il nuovo ministro per il Pnrr, Tommaso Foti, ha proposto alla titolare dell’Università Anna Maria Bernini un taglio di “migliaia” di posti che lei però rifiuta. L’alternativa sarebbe negoziare una modifica dei criteri di rendicontazione, puntando a ottenere che come pezza d’appoggio sia sufficiente che le aziende interessate a realizzare le strutture abbiano firmato le lettere di impegno.

Le opposizioni attaccano: Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in Commissione Bilancio a Montecitorio, parla di “nuovo buco nell’acqua del governo” e “escamotage per far finta che vada tutto bene anche quando l’incapacità di un Ministro diventa palese e ingiustificabile“. E chiede che Foti riferisca in aula. Stesso appello anche dal capogruppo M5S in commissione cultura alla Camera Antonio Caso secondo cui “in un momento in cui il caro affitti soffoca migliaia di studenti e studentesse, questo governo dimostra ancora una volta di non avere alcuna visione per il futuro del Paese”. Mentre il vice capogruppo di AVS alla Camera Marco Grimaldi avverte: “Non accettiamo che il Governo si prepari a negoziare questo taglio con la Commissione europea. Significherebbe certificare la rinuncia a migliaia di posti letto, in un Paese in cui il costo delle camere è aumentato del 7%, la domanda è fuori controllo e per una stanza singola si toccano picchi di 637 euro a Milano, 506 a Bologna e 503 a Roma”.

Fonti ministeriali garantiscono che Bernini tira dritto: il suo intento è mantenere intatto il target finale. Ma al momento i posti finanziabili si fermano a meno di 23mila. Il ministero vede il bicchiere mezzo pieno, facendo notare che negli ultimi 20 anni sono stati realizzati 40mila posti per cui con il bando Pnrr da 1,2 miliardi “si stanno finanziando posti letto con una velocità 5 volte superiore rispetto a quanto prodotto dalle procedure tradizionali”, cioè la legge 338/2000, e con un costo medio del singolo posto alloggio di 20.000 euro a fronte degli 80mila della 338/2000.
Nel frattempo però a inizio febbraio, attraverso un’ordinanza della commissaria straordinaria Manuela Manenti, si è proceduto a eliminare il target del 70% di posti singoli, che già a novembre Bernini aveva definito “piuttosto complicato” perché in Italia ci sono “solo immobili vincolati“. Una modifica che dovrebbe rendere più appetibile ai privati la partecipazione al bando.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione