Roma, 3 apr. (Adnkronos Salute) - E' stato presentato oggi in Senato, su iniziativa della senatrice Elena Murelli, il Documento di indirizzo elaborato dal Tavolo di lavoro promosso dall'Alleanza per un'infanzia libera da Rsv, virus respiratorio sinciziale. Il testo propone 5 azioni chiave per garantire, nella prossima stagione 2025-2026, un programma di immunizzazione strutturato, uniforme e tempestivo destinato all'intera coorte di neonati italiani, eliminando le attuali disparità territoriali e trasformando il diritto alla protezione dall'Rsv in una realtà tangibile per ogni bambino nel suo primo anno di vita, su tutto il territorio nazionale.
A fine marzo si è conclusa con ottimi risultati - riporta una nota - la prima campagna di immunizzazione universale condotta in Italia per prevenire l'Rsv e le sue complicanze nel primo anno di vita. Il risultato è stato possibile anche grazie all'introduzione di un anticorpo monoclonale di nuova generazione, che ha permesso un cambio di paradigma nella prevenzione, introducendo una forma di immunoprofilassi per tutti i neonati e bambini alla loro prima stagione Rsv. Questi, infatti sono a rischio di sviluppare una forma di infezione severa, come bronchiolite e polmonite, e possono richiedere assistenza medica, ambulatoriale o ospedaliera, anche di tipo intensivo. La bronchiolite rappresenta la principale causa di infezione delle basse vie respiratorie e di ospedalizzazione nei bambini con meno di un anno di età.
Nata nel 2021 grazie alla sinergia tra istituzioni, società scientifiche, associazioni di pazienti ed economisti, l'Alleanza per un'infanzia libera da Rsv, promossa da Sanofi, ha lo scopo di contribuire a fotografare il panorama della prevenzione in Italia, integrando evidenze clinico-epidemiologiche, analisi economiche e valutazioni sull'impatto sociale della malattia. Nel suo terzo anno di attività, l'Alleanza ha coinvolto, in un Tavolo di lavoro multidisciplinare, anche diverse Regioni per analizzare l'andamento della prima campagna e identificare le strategie di governance necessarie per impostare quella 2025-2026. Le raccomandazioni contenute nel Documento di indirizzo, in linea con le raccomandazioni delle società scientifiche, comprendono: 1) Aggiornare il calendario di immunizzazione per un accesso equo agli anticorpi monoclonali in qualità di Livelli essenziali di assistenza (Lea) e adottare un atto di indirizzo nazionale auspicabilmente entro aprile 2025; 2) Assicurare l'immunizzazione per tutti i neonati, sia quelli nati in stagione (ottobre-marzo) che fuori stagione (aprile-settembre); 3) Rafforzare l'efficacia della campagna di prevenzione con indicazioni chiare e univoche per le Neonatologie, i pediatri di libera scelta e i Dipartimenti di prevenzione; 4) Sensibilizzare le famiglie, inclusi i neogenitori, con una campagna di informazione e comunicazione corretta, coinvolgendo le associazioni di pazienti e utilizzando i dati delle Società Scientifiche; 5) Promuovere il dialogo tra Neonatologie, pediatri di libera scelta e i Dipartimenti di prevenzione all'interno delle Regioni.
"Ogni bambino ha il diritto di crescere in salute e libero dal rischio di infezioni potenzialmente gravi come l'Rsv - afferma la senatrice Murelli - Grazie ai progressi scientifici è oggi possibile proteggere i neonati ed evitare l'insorgenza di bronchioliti, fonti di lunghi ricoveri e di danni a lungo termine. La prima campagna avviata lo scorso anno ha prodotto risultati importanti, nonostante qualche disomogeneità a livello regionale. Si avvicina la prossima stagione e dobbiamo fare tesoro dell'esperienza maturata. La comunità medica e scientifica, insieme alle associazioni di pazienti, chiedono un aggiornamento del calendario di immunizzazione e una pianificazione nazionale che possa garantire concretamente un accesso universale. Mi unisco a questo appello, affinché il ministero della Salute possa attivarsi tempestivamente per rispondere a questi bisogni".
Aggiunge Fulvia Filippini Country Public Affairs Head, Sanofi: "Siamo consapevoli di aver contribuito a introdurre un cambio di paradigma nel mondo dell'immunizzazione in età pediatrica. L'Rsv ha da sempre rappresentato una delle principali cause di ospedalizzazione per i bambini nel primo anno di vita e una priorità di sanità pubblica. Questi momenti di confronto sono una opportunità per condividere una visione comune. Auspichiamo che le istituzioni possano operare in sinergia con tutti gli stakeholder del sistema salute per fornire quanto prima linee guida chiare a livello nazionale affinché possiamo, tutti, prepararci per tempo alla prossima stagione".
Uno studio recente ha evidenziato che, secondo gli standard attuali, il carico di malattia di una stagione epidemica di Rsv in Italia nel primo anno di vita dei bambini è stimato in 216.100 infezioni delle basse vie respiratorie che richiedono assistenza medica, 15.121 complicanze (asma e wheezing ricorrente) e 16 decessi. In particolare, il modello ha stimato un totale di 171.941 visite di assistenza primaria dovute a infezioni da Rsv, 29.068 accessi al pronto soccorso, 13.018 ospedalizzazioni e 2.073 ricoveri in terapia intensiva, per un totale di oltre 231mila eventi clinici e un costo complessivo di 61,4 milioni di euro per il Ssn. Per quanto riguarda distribuzione delle ospedalizzazioni per mese di nascita, il modello ha stimato che il rischio è alto sia tra i bambini nati in stagione che tra quelli nati fuori stagione Rsv: infatti, circa il 40% dei ricoveri (5.118) riguarda quelli nati prima della stagione dell'Rsv e il 60% (7.900) i nati durante la stagione dell'Rsv.
L'immunizzazione con gli anticorpi di nuova generazione potrebbe ridurre in maniera significativa il carico di malattia; il modello stima infatti che già a una copertura del 60% dei neonati si potrebbero prevenire oltre 107mila eventi sanitari ed evitare costi diretti per 28,3 milioni di euro. Preme evidenziare che la copertura assunta nel modello è molto conservativa rispetto ai risultati raggiunti in Paesi come Spagna e Francia, nonché in questa stagione in molte Regioni italiane. Il modello suggerisce infatti che, aumentando la copertura vaccinale, si potrebbe ridurre significativamente il numero di eventi sanitari correlati ed i relativi costi.
Sono stati invitati a partecipare e hanno contribuito all'elaborazione del documento: Società italiana di neonatologia (Sin); Società italiana di pediatria (Sip); Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti); International society for pharmacoeconomics and outcomes research - Italia (Ispor Italia-Rome Chapter); Società italiana Health Technology Assesment (Sihta); Federazione italiana medici pediatri (Fimp); Cittadinanzattiva; Federasma e allergie, Federazione italiana pazienti OdV; Vivere Onlus; Dipartimento prevenzione della Regione Friuli Venezia Giulia; Dipartimento prevenzione della Regione Lombardia; Dipartimento prevenzione della Regione Puglia; Dipartimento prevenzione della Regione Toscana; Dipartimento prevenzione della Provincia autonoma di Trento.