Il mondo FQ

Come dar torto ai familiari delle vittime delle stragi indignati per il ddl Sicurezza

Commenti

Familiari delle vittime delle stragi che lanciano l’allarme, magistrati e politici che denunciano la gravità della situazione ma sono pochi i giornali che riprendono quelle parole. E’ vero, il periodo storico attuale è talmente denso di eventi allarmanti che l’ennesima ferita – da qualcuno giudicata, come si leggerà, addirittura eversiva – alla Costituzione repubblicana e alla sicurezza dei cittadini può passare sotto traccia.

Sennonché è fondamentale ribadire in ogni luogo e in ogni circostanza il grave rischio che si sta correndo, soprattutto quando c’è ancora la possibilità di fermarne la concretizzazione.

Nello specifico, si parla di un apparentemente innocuo articolo al centro del già tanto (giustamente) criticato “Decreto Sicurezza”, già votato alla Camera e in procinto di essere discusso al Senato: l’articolo è il n. 31, sul “potenziamento dell’attività di informazione per la sicurezza”, cioè il potenziamento dell’attività dei Servizi segreti. Si tratta della norma, come scrive il Fatto Quotidiano, che “potenzia le attività sotto copertura dei servizi segreti, consentendo agli agenti non solo di partecipare alle organizzazioni terroristico-eversive ma anche di dirigerle e guidarle”.

La modifica che apporterebbe il nuovo DDL, quindi, autorizzerebbe il personale dei Servizi alla partecipazione alle associazioni mafiose e/o con finalità di terrorismo, anche internazionale, a seguito della quale “non sarà punibile il personale dei servizi di informazione per la sicurezza che ponga in essere condotte previste dalla legge come reato”.

E’, come si scriveva, un periodo storico buio e allarmante, sicuramente di passaggio e la storia italiana ci insegna (a questo link potrete trovare un efficace sunto) che in ogni momento di passaggio non sempre tutti gli appartenenti ai Servizi di sicurezza hanno agito secondo direttive costituzionalmente orientate. Come ben scritto dal giornalista Aaron Pettinari, “recentissime indagini, come quelle della Procura di Milano, hanno fatto emergere l’esistenza di organizzazioni criminose che operano tramite intercettazioni illegali, capaci di violare i data base statali, per costruire dossier in cambio di denaro con collaborazioni strette con potenze straniere, e con rapporti alquanto opachi proprio con esponenti dei Servizi e con altri funzionari di vertici statali. Con normative del genere su tutto questo potrebbe calare il più totale silenzio”. Lunedì è uscito l’ultimo articolo sul tema, a firma di Fabrizio Gatti, dal cui contenuto emergono notizie a dir poco inquietanti.

E’ pertanto comprensibile come i familiari delle vittime, prima delle stragi (di Piazza Fontana, della stazione di Bologna, di Piazza della Loggia, dell’Italicus, del Rapido 904, di Capaci, di Via D’Amelio, dei Georgofili e di tanti altri omicidi) e successivamente dei depistaggi posti in essere da personale delle Istituzioni, abbiano esternato il loro sdegno di fronte a questa nuova norma, con parole che dovrebbero far riflettere tutti:

“…il solo pensiero di fornire ancora più poteri a tale personale, ivi compreso il potere di delinquere, pare non solo una offesa alla Costituzione repubblicana ma anche eversivo”

“Uno stato democratico poggia e si tiene su principi di civiltà e giustizia inviolabili, non negoziabili. Se uno stato democratico assegna e permette licenza di delinquere a soggetti istituzionali con la copertura governativa non ci sarà più differenza fra chi dovrebbe operare a tutela della legge e della Sicurezza dei cittadini e chi compie crimini attentando alla Sicurezza nazionale”

“La licenza criminale ai servizi disegnata con l’articolo 31 del ddl sicurezza fa strame di ogni più elementare principio democratico”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione