“Spero che Sinner tenga la testa alta, non ha fatto nulla intenzionalmente”: Ruud uno dei pochi tennisti chiari sul caso Clostebol

La sospensione di 3 mesi patteggiata da Jannik Sinner con la Wada continua a tenere banco nei tornei di tennis in giro per il mondo. Da Acapulco, in Messico, è arrivata una delle poche voci chiare a favore dell’azzurro: quella di Casper Ruud. Il norvegese infatti non solo ha preso posizione senza paura, ma ne ha anche spiegato le ragioni: “Mi dispiace per Jannik. Secondo me, non ha fatto nulla intenzionalmente. Non è la prima volta che succede, anche se non capita spesso che si arrivi a un accordo per una potenziale condanna per doping, il che probabilmente ha sorpreso qualcuno“, ha dichiarato il due volte finalista al Roland Garros al sito web Bounces.
“Se fossi nei panni di Jannik ovviamente mi piacerebbe avere la possibilità di difendermi in un processo pubblico, cosa che sono sicuro lui volesse. Ma quando vai a processo c’è sempre il rischio che tu possa essere dichiarato colpevole, anche se non lo sei, se i giudici vedono le cose in modo diverso. Voglio dire, guarda quanti casi ci sono di gente che è andata in prigione quando non era colpevole”, ha aggiunto Ruud. “Quindi, un accordo per una sospensione di 3 mesi è qualcosa che entrambi hanno voluto fare. Tuttavia, mi dispiace per Jannik. Sarà fuori, perderà 4 Masters 1000 su 9 per qualcosa che non ha fatto intenzionalmente”, ha ribadito il tennista scandinavo. “Quindi spero che tenga la testa alta. Personalmente, tifo sempre per lui. Penso che sia una gioia vederlo giocare e spero che i tre mesi passino velocemente. E’ triste per lui, e per il tennis come sport, quando il numero 1 al mondo attraversa qualcosa del genere”, ha concluso.
Non si sono sbilanciati, invece, i due tennisti americani Ben Shelton (che ha perso contro Sinner in semifinale agli ultimi Australian Open) e Tommy Paul. Le loro risposte sono state molto più vaghe e ben poco argomentate. “L’accordo è concluso. Il caso è chiuso. Sono solo contento che ora possiamo giocare, andiamo avanti. I miei pensieri sono i miei pensieri, ma è ora di tornare a giocare e a smetterla di parlarne. Molte persone vogliono parlare e, onestamente, io sono qui solo per giocare“, ha dichiarato sempre da Acapulco Shelton dopo la vittoria contro Flavio Cobolli. “Non so davvero che dire. Io cerco di starne fuori il più possibile. Lui gioca un tennis incredibile. Mi ha battuto prima che uscisse fuori tutto questo, e mi ha battuto dopo. Ha gestito la situazione in modo incredibilmente buono; ovviamente ha vinto per tutto il tempo in cui ha avuto a che fare con tutta questa faccenda“, ha detto invece il numero 10 dell’ATP Tommy Paul. “Non ne so abbastanza sulla situazione, per essere completamente onesto. Si sentono così tante cose che non so davvero cosa è vero e cosa non lo è. Quindi è difficile per me commentare“, ha concluso il tennista americano.