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Operato al ginocchio, 17enne si risveglia dall’anestesia e non capisce più la sua lingua. La madre: “Credeva di essere negli Usa e non riconosceva né me né suo padre”

Un recente articolo di Live Science ripercorre l’insolito (e raro) caso di un diciassettenne olandese che, al termine di un’operazione, aveva perduto temporaneamente la capacità di comprendere la lingua madre e si esprimeva solo in inglese. Ecco cos'è la sindrome della lingua straniera
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Un’operazione di routine, resasi necessaria per un infortunio durante una partita a calcio e svoltasi senza intoppi. Tranne per il fatto che l’adolescente, risvegliatosi dopo l’anestesia completa, non comprendeva più la sua lingua madre e tanto meno la parlava. Nonostante conoscesse l’inglese solo a livello scolastico, ormai parlava soltanto quella lingua, per altro con un forte accento olandese. Inoltre continuava a ripetere di trovarsi negli USA e, ciliegina sulla torta, non riconosceva nemmeno i genitori.

Inizialmente nessuno si preoccupò di questa reazione, pensando dipendesse dal delirio postoperatorio, uno stato di agitazione psicomotoria che può seguire all’anestesia totale. Ma qualche ora dopo, visto che non si riusciva a parlargli in olandese, i medici richiesero un consulto psichiatrico, che risultò tuttavia negativo. Il ragazzo era tranquillo e vigile, ma di abbandonare la nuova lingua proprio non voleva saperne… Solo successivamente cominciò ad articolare con difficoltà qualche frase in olandese. Fu quindi diagnosticata una sindrome della lingua straniera.

“Perso in un’altra lingua”
Proprio questo (“Lost in another language: a case report”) è il titolo del report scritto dai medici curanti successivamente all’evento e pubblicato nel 2022 sul Journal of Medical Case Reports. Nel testo i medici spiegano che il giovane non aveva precedenti di problemi psichiatrici e che questi non erano nemmeno presenti in famiglia, a parte qualche caso di depressione nella famiglia della madre. L’unica spiegazione restava dunque la sindrome della lingua straniera nella quale, spiegano i medici nello studio, “i pazienti passano per un periodo dalla loro lingua nativa a una seconda lingua”. Il problema, spiegano gli autori, si verifica di norma dopo un’operazione e si risolve spontaneamente dopo un breve periodo. Non è però chiaro perché accada una cosa simile, anche se spesso questi casi avvengono in seguito a un’anestesia totale.

Un’eccezione (a lieto fine)
La sindrome della lingua straniera è un evento eccezionalmente raro, di cui sono documentati solo nove casi, tutti riguardanti pazienti maschi”, scrivono gli autori di uno studio pubblicato a gennaio. Si tratta di persone adulte che nel corso della loro vita avevano lasciato la propria lingua madre per parlarne un’altra. Non era il caso del ragazzo, che tra l’altro era anche minorenne. Secondo il parere dei medici che seguirono il ragazzo e firmarono il report, di rado si assiste a casi simili nei giovanissimi, e questo farebbe loro pensare che il suo sia stato il primissimo caso tra i minori.

Anche se difficile da diagnosticare, la sindrome della lingua straniera di solito si risolve nel giro di un paio di giorni. Invece richiede molto più tempo per la regressione spontanea una sindrome per certi versi simile, quella dell’accento straniero, che però di solito è conseguente a danni cerebrali. Come fa capire il nome, chi ne è colpito comincia a parlare la propria lingua con un accento straniero. Accadde per esempio nel 2023 a un’italiana, che fu ricoverata al pronto soccorso con problemi di linguaggio e cominciò poi a parlare italiano con accento canadese (l’inglese era comunque la sua seconda lingua). Sono riportati solo 150 casi della sindrome dell’accento straniero, condizione documentata per la prima volta nel 1907; è dunque un po’ meno rara della sindrome della lingua straniera che ha interessato il giovane olandese, la cui avventura si concluse felicemente in breve tempo. Dopo essere stato sottoposto a un approfondimento neurologico senza che emergesse nulla di anomalo, quando erano ormai trascorse 18 ore dall’operazione il giovane ricevette la visita di alcuni amici. E fu allora che improvvisamente tornò a comprendere l’olandese e a parlarlo. Dopo tre giorni poté dunque fare ritorno a casa.

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