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Chatgate, che sciatteria gli uomini di Trump! Come mandare la foto sbagliata alla chat di condominio

Lo scandalo che sta scuotendo l'America somiglia molto a quello che è successo a Marina, solo che al suo posto c'è la creme dell'amministrazione Trump
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L’altro giorno la mia amica Marina mi ha raccontato di quando si è fatta una foto in biancheria intima per inviarla al ragazzo che stava frequentando ma si è sbagliata e l’ha inviata alla chat di condominio.

Conseguenze: imprecazioni in tutte le lingue del mondo, risate a posteriori fino ad avere mal di pancia, lo sguardo tra il complice e l’ammiccante dei vicini di casa nella settimana successiva.

Ecco, quello che è accaduto nello scandalo che sta scuotendo l’America, il cosiddetto Chat-gate, somiglia molto a quello che è successo a Marina, solo che al suo posto c’è la creme dell’amministrazione Trump, invece delle foto in biancheria intima ci sono i piani militari riservati del governo contro un nemico da abbattere militarmente e in sostituzione dei condomini guardoni troviamo il direttore di una delle riviste politiche più lette d’America. Ora, che Marina, ancora tra l’imbarazzo e l’euforia del suo deshabille, abbia confuso ‘Corrado’ con ‘Condominio’ tutto sommato ci sta, ma che il consigliere per la Sicurezza Nazionale della più grande potenza militare del mondo, senza nemmeno essere in deshabille, abbia per distrazione aggiunto il direttore di una delle testate più note e più critiche nei confronti del governo in carica ad una chat riservatissima in cui discutere obiettivi militari, ce la dice lunga sull’attuale classe dirigente degli Stati Uniti d’America.

La discrasia tra la pochezza di buona parte dei personaggi scelti da Donald Trump per affiancarlo in questo suo secondo mandato e la rilevanza dei ruoli istituzionali che ricoprono, genera un’atmosfera che fluttua tra il tragico e il grottesco. Ahinoi purtroppo, però, è difficile liquidare il tutto con il sempiterno Flaiano della situazione che è grave ma non seria, perché qui tra guerre in corso, minacce nucleari, nuovi ordini mondiali, desideri espansionistici che vanno a braccetto con velleità autarchiche, nuovi dazi che vengono fuori nello stupore generale come conigli dal cilindro, l’inettitudine della classe dirigenziale del Paese che, volente o nolente, dà ancora le carte di buona parte dei giochi rischia, da un momento all’altro, di trasformarsi in un’Apocalisse involontaria.

Se molti dei colpi di mano di Trump, infatti, minacciano di avere esiti disastrosi (a partire dal fronte economico), a causa di un decisionismo tanto arrogante quanto raffazzonato, ancor più beffardo sarebbe dover far fronte a catastrofi di varia natura dovuta alla sciatteria di un gruppo di strilloni tanto spacconi quanto inconsistenti.

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