Oggi tutti parlano di “ghosting”, ormai entrato di diritto nel linguaggio parlato, ma questo termine che significa grosso modo “scomparire” o “latitare” ha una accezione totalmente negativa quando si parla di relazioni sentimentali ed umane. Nell’ambito dei single è molto probabile che almeno una volta nella vita qualcuno che legge sia stato “ghostato” e senza un motivo apparente. Ci si parla sull’app di incontri, ci si vede e poi più il nulla. Il silenzio, la scomparsa. E qui rimangono i dubbi: “Cosa avrò mai fatto di male?“.
Secondo un sondaggio condotto da NumberBarn, il 75% delle persone single ha ammesso di essere stato “ghostato” da qualcuno con cui usciva o parlava su un’app di incontri in precedenza. Quindi, se tre quarti delle persone single stanno subendo lo stesso tipo di trattamento del silenzio, qual è il problema? Il sondaggio ha risposto che il 54% degli intervistati sostiene che ci sia stata “la perdita di interesse”, dopo l’incontro.
La terapista sessuale e di coppia Karli Kucko, interpellata dal Daily Mail, ha affermato: “Le alte percentuali di ghosting hanno una correlazione diretta con un ambiente in continua evoluzione e l’illusione che abbiamo di opzioni illimitate. Abbiamo davanti un essere umano o solo un altro profilo in un flusso infinito di incontri online? È molto più facile ghostare e continuare a scorrere sul cellulare in attesa di una ‘corrispondenza perfetta’”. Quindi la colpa è degli “appuntamenti occasionali e lo scorrimento sulle app”.
“Se stasera fai ghosting, scorri sull’app sul profilo di qualcun altro domani – ha detto la terapista Karli Kucko -. Invece di comunicare e connettersi quando sorgono delle divergenze, le persone spesso scelgono di chiudere le cose e andare avanti”. Si vogliono evitare i conflitti di qualsiasi tipo.