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Le Pen: “La condanna è una decisione politica. Violato lo stato di diritto”

La leader del Rassemblent National si scaglia contro i giudici dopo la sentenza: nel mirino l'applicazione di una nuova legge sull'ineleggibilità. Ma, di fatto, esisteva già prima
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Una “decisione politica” che ha “violato lo stato di diritto”. Marine Le Pen si scaglia contro la magistratura dopo la condanna a 5 anni per appropriazione indebita di fondi Ue che la rende ineleggibile, con effetto immediato, stoppando la sua corsa all’Eliseo nel 2027. Intervistata in diretta da TF1, ha bollato la sentenza come “politica” per “impedirmi di candidarmi alle elezioni presidenziali”. E ha quindi aggiunto: “Credo che lo stato di diritto sia stato totalmente violato perché impedisce un ricorso effettivo, che è un diritto garantito dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo”. Quindi ha parlato di “un giorno funesto per la democrazia”. Il suo è stato un attacco diretto alla magistratura: “Io sono stata eliminata, ma in realtà sono milioni di francesi che sono stati eliminati”, ha continuato rivendicando che il “popolo” è la “corte suprema”.

La sentenza
Il tribunale di Parigi l’ha dichiarata colpevole, insieme ad altri 8 eurodeputati, di appropriazione indebita di fondi pubblici perché – sostengono i giudici – ha fatto “pagare al Parlamento europeo delle persone (12 assistenti parlamentari, ndr) che lavoravano in realtà per il partito” a livello nazionale e non europeo, portando a una frode nei confronti dell’Unione europea che ammonta a 2,9 milioni di euro. Le responsabilità riconosciute alla leader sono pesanti: “È al centro di questo sistema, dal 2009, con autorità”, ha detto la presidente del tribunale Bénédicte de Perthuis.

L’attacco alla legge Sapin 2
“Farò appello perché sono innocente”, ha aggiunto Le Pen. “I giudici di primo grado possono sbagliarsi. Fin dalle prime ore, pensavo che saremmo stati giudicati in modo parziale”. La rabbia di Le Pen è legata alla applicazione della legge Sapin 2, che rende automatica l’ineleggibilità anche in caso di condanna in primo grado: “È posteriore ai fatti di cui siamo accusati”, ha sostenuto. “Stasera milioni di francesi sono indignati, ma indignati oltre ogni limite, nel vedere che in Francia, nella terra dei diritti umani, i giudici hanno messo in atto pratiche che si pensava fossero riservate ai regimi autoritari”, ha proseguito la leader del Rassemblement National.

Come funziona (davvero) la norma
In realtà, come spiega Le Monde, Le Pen è accusata di reati che sarebbero stati commessi fino al 31 dicembre 2016 e la legge Sapin 2 è entrata in vigore il 9 dicembre di nove anni fa, quindi prima del termine del periodo delle accuse rivolte alla politica. Inoltre, spiega sempre il quotidiano francese, la sanzione accessoria dell’ineleggibilità esisteva già da molto tempo prima: era facoltativa ma in ogni caso era sempre stata applicata a chi veniva riconosciuto colpevole.

“Farò appello, non mi elimineranno”
Le Pen ha quindi escluso la possibilità di appellarsi al potere di grazia del capo dello Stato Emmanuel Macron, affermando che “la grazia si applica a una decisione definitiva”. Ha quindi aggiunto di “avere fiducia nella capacità di una corte d’appello di analizzare questo caso con neutralità e scoprire che in realtà non avevamo nulla da rimproverarci”. La condanna – ha tenuto a sottolineare – non segna “in alcuna maniera, forma o modo” un ritiro dalla vita politica. Per quanto riguarda la figura di Jordan Bardella, destinato a prenderne il posto nella corsa all’Eliseo: “È una risorsa straordinaria per il partito. Ma non mi lascerò eliminare così. C’è una strada, è stretta, ma esiste. Milioni di francesi credono in me”.

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